UNIVERSITA’ E ARTE, LA MOSTRA DI TRICARICO A CAMPOBASSO

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Nino Tricarico

L’Aratro (Archivio delle Arti Elettroniche – Laboratorio per l’arte contemporanea) in Via De Sanctis a Campobasso inaugura la seconda mostra del 2016 con una nuova personale di Nino Tricarico, artista nato a Potenza dove vive e lavora.
L’esposizione “Spazio_Luce_Colore”, che avrà luogo fino al 25 maggio, è curata da Lorenzo Canova, Piernicola Maria Di Iorio e Giorgio Patrizi e presenta una selezione di opere pittoriche recenti, un gruppo di oli e acquerelli in cui il pittore esprime al meglio la sua serrata ricerca sul colore e sulla luce.
Tricarico, che ha avuto una formazione scientifica attraverso studi universitari di chimica, lavora infatti sul colore con il rigore di un ricercatore che lavora sulla percezione visiva, coniugandolo però con la leggerezza di una visione lirica che oltrepassa la materia creando un dialogo intenso tra la stesura cromatica e l’azione intellettuale di un pittore che dà vita ai suoi mondi attraverso un gesto capace di restare arcaico nella sua profonda contemporaneità.
Lo spazio di Tricarico si trasforma così in un territorio in cui la visione viene declinata oltre la ristretta dimensione oggettuale toccando i confini di una sublimazione che sembra voler purificare la realtà estraendone i codici sintetici di una nuova purezza formale.
L’astrazione di Tricarico conserva infatti ricordi della natura, frammenti del suo paesaggio ed echi delle sue terre, trasfigurati però da una vibrazione e da un flusso del colore che incanalano la luce nel quadro per ideare un nuovo spazio costruito attraverso la purezza di una pittura che trova nel segno e nelle raffinate campiture la sua poetica espressione definitiva.
La forza e la levità si uniscono in particolare nel gruppo dei recentissimi acquerelli realizzati da Tricarico appositamente per questa mostra, dove il pittore con una decisa energia compositiva traccia i suoi arcobaleni di luce, tendendoli come strutture architettoniche che tagliano il cielo, intrecciando i segni scuri ai bagliori colorati, componendo con maestria la partitura cromatica di universo sognato e ricomposto perennemente dal gesto del pittore.

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