Bimbi liberi di essere se stessi, bimbi felici: educare oggi. Un video per capire

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Essere genitori, si dice, è il mestiere più difficile. Essere educatori in genere è un’impresa non semplice che determina i tratti essenziali del carattere di un bambino. Le metodologie educative sono numerose, più o meno rigide si sono susseguite nel tempo lasciando i segni su uomini e donne in senso positivo o negativo.

Da sempre gli addetti ai lavori si interrogano sui migliori approcci da adottare nei confronti dei bambini, per fare in modo che sappiano diventare uomini capaci di badare a se stessi, di utilizzare al meglio le loro potenzialità, di crescere sereni.

E se non sono mancati tristi periodi in cui si era convinti che la repressione, la punizione e la paura fossero elementi dei quali non si potesse fare a meno, nel tempo hanno assunto ruoli sempre più determinanti concetti come autostima, autodeterminazione, autocritica, in breve autonomia nel pensare, nel fare, nel dire, nell’essere.

Un bambino (non meno un adulto) è felice se è davvero se stesso, se non deve sottostare a forzature che rendono stridula la musica del suo crescere.

Fu Maria Montessori, educatrice, pedagogista e scienziata italiana, ad affermare in maniera quasi dirompente davanti ai luminari dell’educazione tradizionale che “la scuola non vuole bambini pieni di nozioni ma bambini felici”. Il concetto di felicità, di serenità, prendeva piede già all’inizio del ‘900 tra le preoccupazioni dei conservatori del mestiere e lo sguardo affascinato di nuove generazioni di insegnanti. “Aiutami a fare da solo” è probabilmente la frase di Maria Montessori che meglio racchiude il suo concetto di educazione dei bambini.

E ancora oggi tante scuole trovano nelle sue indicazioni le linee guida per accompagnare i bambini a diventare grandi e psicologicamente forti. Anche se purtroppo gli studi sul comportamento dei minori negli ultimi decenni registrano un forte calo di autostima nei nostri ragazzi ed una forte riduzione della capacità di affrontare le intemperie della vita.

“Siamo davanti a ragazzi deboli – ci dicono sempre gli psicologi – ragazzi ai quali abbiamo spianato la strada sempre, troppo. Non hanno sviluppato quella capacità di trovare soluzioni agli ostacoli e davanti alle difficoltà, soprattutto se inaspettate, si sentono disarmati”.

Come reagire? Che fare? La via maestra è la guida all’autonomia. “Non fare a tuo figlio ciò che potrebbe fare da solo” lessi sulla porta della pediatra alla prima visita di mio figlio, ma la tentazione di prevenire i pericoli per lui, lo confesso, è stata sempre molto forte. E invece quando le soluzioni al problema le ha trovate lui, da solo, mi ha letteralmente spiazzata e presa in contropiede perché ha scelto vie alle quali non avrei mai pensato.

E’ in questo senso che si muovono oggi gli esperti più preparati: lavorare per la totale autonomia del bambino e del ragazzo. In altre parole noi genitori dobbiamo puntare a non essere più necessari. E quando i nostri sforzi non bastano allora intervengono tecniche e laboratori che oggi possono accompagnare felicemente i più piccoli, ma anche i grandi, a liberare totalmente la loro creatività, la loro espressività.

Un bellissimo video che esprime in maniera chiara e toccante questo concetto è La luna, della Pixar. Mostra che cosa significa per il bambino provare il piacere della libertà di essere se stesso, imparando a rispettare il proprio essere, ad apprezzarlo ed amarlo così com’è, a farlo accettare e anche amare dagli altri.

Questa è la vera felicità alla quale ogni educatore deve tendere. Tutto il resto è contorno.