Cervello e coraggio: i diritti dei bambini ripartono da qui

Il diritto al sogno, alla lentezza e al gioco, il diritto ad essere ascoltati, il diritto ad essere protetti dai bulli, ma anche quello ad un ambiente sano e il diritto di sbagliare. Sono questi i diritti che i bambini chiedono, con semplicità, con spontaneità. A quasi trent’anni dalla Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza esistono, infatti, alcuni principi che nel tempo si sono cristallizzati come tali non trovando però attuazione nella quotidianità di tanti bambini.

Per sentire cosa hanno da dire i più piccoli l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza ha dato il via ad un progetto nelle scuole per spiegare la “Convenzione in parole semplici“. Con il motto “Diritti in crescita” undicimila studenti di 80 scuole italiane sono stati coinvolti in un progetto che vuole, non solo celebrare, ma soprattutto attualizzare i valori della convenzione e mettere a sistema un modello di crescita e di apprendimento nei bambini che dia valore alla loro spontaneità e capacità di analizzare, in modo anche inedito e inusuale, la realtà ed essere attori consapevoli del loro divenire adulti.

agia lucitoAl centro di tutto i bambini, ieri protagonisti a Lucito di un bel momento di interazione e di confronto tra pari, voluto fortemente dalle maestre della scuola primaria e mediato dal giornalista Andrea Vico, a rappresentare l’associazione “Così per gioco”, che sta portando in tutta Italia il progetto, cercando di problematizzare il punto di vista dei bambini attraverso un processo di analisi, condivisione e formalizzazione delle loro riflessioni. I bambini vengono messi di fronte a quesiti semplici, che di primo acchito non sembrano neanche avere tanto a che fare con i propri diritti: qual è il gusto preferito di gelato, cosa vi fa paura, ordinatevi per altezza.

testo einsteinDomande alle quali i bambini rispondono con immediatezza e anche con originalità, pensando soluzioni che un adulto non valuterebbe neanche come lontanamente possibili. Lavoro di gruppo e ascolto diventano la chiave per leggere il mondo e interpretarlo sempre sulla base di due principi: cervello e coraggio. Prendersi del tempo per riflettere sulle proprie paure e condividerle le rende più affrontabili.

In questa leggerezza emerge tutta la forza creativa dell’infanzia e la capacità dei bambini di oltrepassare pregiudizi e barriere create dagli adulti. Riscrivere i diritti dei bambini attraverso il loro sentire significa oggi riscriverli nella direzione della condivisione, del superamento delle apparenze e dell’inclusione delle diversità. Quando si parla di diritti non ce n’è uno più importante o uno che vale di più. Vanno difesi tutti.