Chiusura dell’anno scolastico: una liberazione o uno stress?

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È finalmente giunto per gli alunni il momento di lasciare i banchi di scuola e di proiettarsi sulle tanto desiderate vacanze estive. La conclusione dell’anno scolastico rappresenta, al contempo, un momento di bilancio per genitori ed insegnanti. La scuola, infatti, costituisce un luogo in cui si riversano le aspettative genitoriali e dove, inevitabilmente, si concentrano anche ansie e preoccupazioni. Voti, pagelle e scrutini costituiscono gli atti conclusivi di un intenso anno scolastico scandito da obiettivi e da una campanella non sempre amata.

La chiusura dell’anno scolastico, preludio alla bella stagione e al riposo estivo, può creare anche motivi di forte stress e di tensione emotiva. Bambini, ragazzi e genitori possono esserne indistintamente colpiti. Quello che cambia è la motivazione sottostante.

I figli possono sentirsi sotto pressione ed esperire un’ansia anticipatoria collegata alle votazioni finali.  Complice la stanchezza e il timore di essere giudicati in modo negativo, la situazione potrebbe diventare difficile da gestire. L’ansia, pertanto, potrebbe sfociare in comportamenti disfunzionali quali condotte oppositive, chiusura in se stessi e  disturbi di matrice psicosomatica (ad esempio si potrebbero ravvisare frequenti mal di pancia o mal di testa).

I genitori, spesso accade, possono venire fagocitati da un ideale di perfezione che mette a dura prova la propria autostima. Tale dinamica  spesso insorge in quanto a livello mentale viene a comporsi l’equazione: essere un bravo genitore significa fare in modo che il proprio figlio prenda buoni voti. Possono comparire, alla luce di quanto detto, stati di irritabilità, insonnia, difficoltà di concentrazione, liti coniugali e uno stato di ansia generalizzato.  L’esito della valutazione scolastica, in tale caso, viene vissuta in termini di approvazione-disapprovazione.

Per provare a fronteggiare tutto al meglio in previsione dell’estate ecco a voi quattro pratici accorgimenti:

  • Avere aspettative realiste senza colpevolizzare i figli e sentirsi colpevoli; non utilizzare espressioni quali “Tu avresti dovuto” o “Mi sarei aspettato da te”.
  • Dialogare molto con i propri figli, portando alla loro attenzione ad esempio le proprie esperienze personali; ciò potrebbe creare un importante momento di condivisione empatica.
  • Evitare qualsiasi paragone con altri compagni di classe e amici;  al contrario soffermarsi molto ad analizzare ed accogliere le specifiche difficoltà riscontrate trovando delle possibili strategie risolutrici per il nuovo anno scolastico.
  • Concedersi momenti di relax con attività piacevoli da fare magari all’aria aperta per allentare i livelli di tensione.

In conclusione non bisognerebbe aspettare con ansia che l’ansia passi bensì si potrebbe pensare che la felicità è una pagella piena di buoni propositi.

Dott.ssa Maria Giovanna Venditti

Psicologa clinica