Inglese e bambini: quando iniziare? Piccola guida per genitori

open minds

L’uso della lingua inglese è ormai condizione imprescindibile per qualsiasi mestiere e grazie all’insegnamento nella scuola possiamo dire che nessun bambino oggi esce digiuno dal percorso obbligatorio degli studi. Ma è sufficiente ciò che si fa a scuola?

Alcune famiglie scelgono di rafforzare la conoscenza dell’inglese con lezioni aggiuntive private, ma non tutto possono permettersi le relative spese. Esistono altre strade per aiutare i ragazzi a possedere al meglio la lingua internazionale? E se si sceglie la scuola pomeridiana, quali variabili occorre tenere presenti per una buona riuscita?

Ecco alcuni suggerimenti, basati sugli studi di glottodidattica, che ci giungono da un gruppo di insegnanti di inglese che si occupano del settore a Milano. E’ Claudia Adamo, in rappresentanza del gruppo di docenti Open Minds, a fornirci una serie di indicazioni utili.

Innanzitutto iniziare da piccoli è meglio – ci spiega la docente – Tutti i bambini sono particolarmente flessibili e imparano inglese facilmente, se sono esposti alla lingua con sufficiente costanza e regolarità. Potete iniziare anche quando sono davvero in fasce, con musiche e canzoni. Trovare un modo per cui l’inglese possa entrare nella loro routine.

E a questo proposito ecco alcune regole da considerare nelle scelte didattiche.

Innanzitutto scegliete sempre dei corsi che offrano oltre alla lezione anche un repository di canzoni, letture e esercizi e giochi per praticare la lingua a casa. Per imparare davvero la lingua non basta in nessun caso una lezione alla settimana, bisogna sempre aggiungere della stimolazione informale. E’ necessario cercare un modo per fare un pochino di inglese tutti i giorni, allora vedrete il risultato. Amazon, netflix, youtube, sky…le alternative oggi sono davvero tante per aprire la finestra sul mondo ed ascoltare

Si va dall’orale allo scritto, mai viceversa: quale che sia l’età del vostro bambino, PRIMA si parla, POI si scrive. Anche se vostro figlio fosse già alle medie, diffidate dei corsi che hanno un impianto eccessivamente grammaticale. La conversazione fluente è il primo obiettivo, dopo al quale potranno venire schemi, tabelle e regole grammaticali.

Evitate lezioni in orari in cui si è troppo stanchi: non serve a nulla fare lezione alle 9 di sera se gli occhi si chiudono… Meglio trovare una collocazione piu produttiva nella gerarchia delle attività

Le lezioni devono essere tenute in lingua, senza tradurre o usare l’italiano come lingua ponte. Solo se c’è lo sforzo di capire ed un contesto di immersione nella lingua si sbloccano certi meccanismi.

Cercate gruppi piccoli, dove la lezione non sia frontale, e dove si possa interagire attivamente in lingua: s’impara moltissimo con l’effettiva conversazione.

Divertitevi: un corso noioso ammazza la motivazione, è necessario che ci siano verve e ritmo a lezione.

Se potete, mandate i ragazzi all’estero, anche per una breve vacanza. Quando si è sul posto, finalmente si capisce davvero il senso di tutta questa fatica!

Quando cercate corsi di inglese – conclude l’insegnante – cercate quindi aziende o docenti che vi diano concretamente queste rassicurazioni:

  • Docente madrelingua o bilingue (livello C2 del Framework europeo )
  • Il docente deve sempre parlare in inglese a lezione, non deve tradurre
  • I gruppi devono essere di massimo 10 persone, e all’interno dei 10 partecipanti sarebbe una buona idea suddividere ulteriormente in micro-gruppi per i role plays
  • Dovete avere materiale informale per praticare a casa

Cercate sempre le recensioni o opinioni di chi ha vissuto l’esperienza prima di voi, e se possibile fate una lezione di prova“.