Quando la scuola diventa anche casa e famiglia: l’esperienza del Convitto

Esperienza particolare studiare e risiedere al Convitto Mario Pagano di Campobasso. La raccontano i protagonisti, studenti e istitutori

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mario pagano docenti 2016-17

“Ho trascorso qui gli anni più belli della mia vita”. La commozione ha il sopravvento anche quest’anno per docenti, allievi e istitutori al momento del saluto dei ragazzi che hanno terminato un percorso andato oltre la semplice didattica. E Laura è una di loro. E’ di Montorio nei Frentani, paese al confine con la Puglia costiera e insieme a Maria sua compaesana e a Rosamaria, che è di Roseto Valfortore, deve lasciare il Convitto Nazionale Mario Pagano di Campobasso, che per cinque anni è stato per lei casa e famiglia. Tutte e tre hanno infatti terminato gli studi alle superiori, due al Liceo interno, l’altra all’ex Magistrale, e si preparano a proseguire i loro percorsi di vita, di studio o di lavoro con un bagaglio di emozioni vissute nell’età più bella.

La peculiarità del Convitto Mario Pagano sta nella possibilità di accogliere studenti e studentesse che abitando lontano decidono di risiedere a Campobasso dal lunedì al venerdì, rientrando a casa per il week-end. Il sabato alle 14 le porte d’ingresso si chiudono per riaprire il lunedì mattina. Ma in quei cinque giorni gli studenti sono come a casa loro: condividono stanze, gioie, paure, preoccupazioni e momenti importanti della loro crescita.

Ad  accompagnarli ci sono gli istitutori, che hanno il compito della guida nelle attività didattiche extrascolastiche e in quelle della quotidianità. Sono le figure che diventano riferimento cardine per ognuno di questi adolescenti, quelli che fanno i turni h24 e che mangiano, studiano, dormono e dialogano con loro. Trasformandosi a seconda della situazione in mamme e padri, sorelle e fratelli, confidenti o amici.

istitutriciFaccio un giro per le stanze al primo piano, quelle delle ragazze, una trentina. Come in una scena di Grease ci sono i vestiti buttati sui letti, i trucchi lasciati sul tavolo. E’ festa, giù si balla per il saluto di fine d’anno, non c’è tempo per rassettare, si farà domani. Perché normalmente le stanze sono più in ordine. Ma stasera è festa…ci si passa sopra, come fa mamma. Le stanze sono ampie, colorate e dotate di tutti gli accessori, come delle normali camerette di casa. Mi accompagna Maria Antonietta, che con Tania e Anna (tutte e tre in foto) si occupa delle studentesse e mi racconta la sua esperienza lavorativa che non cambierebbe con nessun’altra al mondo, come le altre due colleghe. “Non è semplice- mi spiega – Abbiamo una responsabilità enorme su questi ragazzi ed occorre essere vigili e determinati, come facciamo con i nostri figli, per il loro bene. Quindi chiediamo il rispetto degli orari e delle normali regole di comportamento in gruppo. Da parte loro c’è piena collaborazione e molto di rado abbiamo avuto problemi”.

Sempre sullo stesso piano ci sono i maschi, una ventina, seguiti da Palmerino, Mario e Luciano. I corridoi sono separati da una porta ma, aimeh, è impossibile aprirla senza destare l’attenzione: è collegata ad un allarme rumorosissimo che fa desistere anche il più deciso. Le regole vengono rispettate, è vero, ma non si sa mai. E la tecnologia aiuta.

Oltre alle stanze da letto ci sono quelle dedicate allo studio e al tempo libero con televisore ed altri strumenti di intrattenimento.

stud in festaFaccio un giro, i ragazzi intanto si stanno scatenando nel grade cortile della scuola, la festa l’hanno organizzata loro, guidati dal mitico Alex. Hanno coinvolto anche il preside, Francesco Fasciano, che di fronte al loro invito non si è tirato indietro e si è lanciato in pista con altri insegnanti, lasciando per un po’ il ‘tavolo dei vip’, al quale si è seduto anche il sindaco con altri esponenti istituzionali e con il corpo docenti. Perché è finita un’altra fatica scolastica e la festa è anche un po’ liberatoria. Gli esami incalzano e con essi la voglia di riposo e di vacanze finalmente alle porte.