L’empatia si può insegnare? In Danimarca si!

L'ora di empatia è stata considerata come il nuovo metodo danese per educare i bambini alla felicità

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empatia

Sin dal 1991, in qualsiasi scuola della Danimarca, è stata introdotta un’ora obbligatoria da dedicare all’empatia. Il termine empatia deriva dal greco en, dentro e dal greco pathos, sofferenza o sentimento. Tutti possediamo tale capacità? Certo, ma non allo stesso modo; ogni persona possiede un certo grado di competenza empatica. In base a ciò riuscirà a gestire le relazioni intrapersonali e interpersonali in modo sempre più consapevole. Ma, nella pratica, cosa si insegna nell’ora di empatia?

Magari si potrebbe pensare che essa si insegni attraverso gli abbracci, le carezze e cose del genere ma, in realtà, è un’ora in cui si impara ad ascoltare gli altri e a discutere dei problemi. Si dedica il tempo a raccontare le problematicità dei propri vissuti e a ragionare insieme, in modo tale da insegnare ai bambini come trattare i problemi in modo collettivo e non individuale. Si insegna che la collettività è infinitamente più forte della singolarità. Si insegna che la felicità individuale non è nulla se paragonata alla gioia collettiva, alla gioia della condivisone. Riuscire a formare persone con un’elevata capacità empatica permetterà di avere persone più decise e consapevoli che potranno prendere auspicabilmente decisioni migliori.

In Italia, così come in tanti altri Stati, non esiste uno spazio scolastico dedicato alla materia, anche se non occorrono programmi ministeriali per poter insegnare ciò: ciascun insegnante può trasformare la sua classe in una comunità viva e collaborativa e ciascun genitore può creare, nel proprio ambiente familiare, una rete affettiva pronta a sostenersi e ad affrontare insieme i momenti di difficoltà.

È interessante notare come nell’ora di empatia, in Danimarca, venga posta attenzione nel dare un nome accurato alle proprie emozioni, al fine di aiutare i bambini a essere più chiari su ciò che sta accadendo dentro di loro, presupposto essenziale per prendere decisioni appropriate e per gestire le emozioni nel corso della vita. Elemento fondamentale di questo programma è che gli insegnanti e i bambini non giudichino le emozioni che vedono, bensì le riconoscano e le rispettino. Tutto ciò al fine di focalizzarsi sulle modalità di articolazione di pensieri, esperienze, sensi e sentimenti. Tutto questo viene fatto per far accrescere la consapevolezza delle proprie qualità e di quelle altrui, per favorire il lavoro di squadra, la collaborazione e il rispetto.

La Danimarca ha occupato e sta occupando i primi posti nella scala evolutiva della felicità. L’Italia si trova alla 50° posizione. In sintesi, l’empatia coglie emozioni, scopre bisogni e la volontà di soddisfarli che può tradursi in una condotta positiva e, se in tutte le persone fosse sviluppata questa capacità, si potrebbero avere relazioni migliori e significative con meno incomprensioni. Le persone competenti sul piano emozionale si trovano avvantaggiate in tutti i campi della vita, nelle relazioni intime e non, essendo più consapevoli e autosufficienti.