Parental control con “mSpy”: un’app per vivere più sereni

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Quando si scopre di aspettare un bambino tutte quelle che sono le nostre paure, anche più recondite, escono, magicamente, fuori e quindi ci troviamo ad avere a che fare con la più grande gioia della vita in contrasto con tutti i dubbi e i sospetti che ci vengono fuori e che continuano, per tutta la vita, nei confronti del nostro bambino.

Negli ultimi 15 anni è cambiato radicalmente il nostro rapporto con il telefono cellulare e da un telefono portatile che poteva inviare semplici messaggi di testo e chiamate vocali, negli ultimi 7-8 anni ci siamo trovati tra le mani dei veri e propri computer con cui si può navigare facilmente sul web, si possono inviare messaggi vocali, di testo, fotografie, si possono inviare video e anche monitorare la posizione o ricevere indicazioni per andare da una parte all’altra. Ci siamo anche abituati a fare la spesa con il telefonino, si può richiedere cibo nel giro di pochi minuti e chiamare un taxi, privato o meno, con cui spostarsi da una parte all’altra della città.

Insomma, si può chiaramente intuire che tutto quello che abbiamo a portata di mano è anche un incredibile rischio per tutti coloro, minori maggiormente ma anche adulti ingenui, che non hanno idea di come il predatore o l’amico non tanto raccomandabile possano fare.

Infatti è ben chiaro che un’amicizia pericolosa o una chat con uno sconosciuto possono portare nostro figlio in una spirale di grande ansia. Ci sono una serie di sfide, dette challenge, che i nostri figli possono accettare anche tramite un messaggio su Whatsapp e che porta il bambino o l’adolescente a dover compiere una serie di prove sempre più difficili che, a volte, sono sfociate in dei suicidi indotti.

Bisogna mantenere gli occhi aperti e dobbiamo immaginare, in maniera evidente, che tutto quello che noi non possiamo fare fisicamente non è per forza impossibile ma anche anzi questa tecnologia che così tanto ci fa paura può darci una buonissima mano con i nostri figli.

Avete mai sentito parlare di un’app parental control che può aiutarvi in maniera definitiva? Quello di cui vi parlerò vi darà la possibilità di vivere più sereni.

mSpy, l’app che ti cambia la vita

Tuo figlio ha 13 anni, da qualche tempo torna a casa da scuola sempre più taciturno, sembra sempre triste e non ha voglia di parlare con te. Il sabato pomeriggio esce troppo presto di casa e quando gli chiedi dove stia andando lui è sempre vago, troppo vago perché ti vada bene la sua risposta.

Da una parte pensiamo che sia un passaggio obbligato dalla sua adolescenza, dall’altra hai paura che gli succeda qualcosa ma non sai come fare, il figlio mette muro e tu non sei sempre in casa per controllarlo. Va detto, anche, che essere troppo asfissianti con un adolescente non fa altro che allontanarlo definitivamente, quindi sarebbe meglio trovare una strada alternativa per fugare i nostri dubbi e scoprire o prevenire quello che non va.

mSpy è l’app che fa per noi, quella con cui possiamo controllare tutto ciò che accade sul cellulare di nostro figlio.

Un’app del genere, che si può acquistare facilmente, è in grado di farci controllare foto, video, chiamate in entrata e in uscita, mail, whatsapp, altre app per chattare, cronologia web, la posizione in tempo reale del cellulare.

Insomma, abbiamo tutto sotto controllo e nel momento stesso sta accadendo. Un modo molto intelligente per entrare a gamba tesa nella vita di nostro figlio senza che lui si accorga di nulla e senza che si senta oppresso dalla nostra presenza ingombrante.

Se dovessimo trovare una conversazione che poco ci piace, siti che non sono consoni, foto erotiche, allora dall’app possiamo fare di tutto. Cancellare, bloccare, eliminare. E il tutto è fatto sempre per il bene di nostro figlio che è troppo piccolo per comprendere, davvero, il pericolo che sta correndo. Basta non esagerare e dare comunque spazi di privacy e fiducia a nostra figlio che non si deve sentire in gabbia ma che ha bisogno di una guida che permetta di non fare errori troppo grandi per la sua età e che non sarà in grado di gestire perché troppo giovane e troppo spaventato.