Ripalimosani, il diritto al gioco in un cartello stradale

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Lo ha fatto installare il sindaco da qualche settimana per ricordare agli automobilisti che entrando in paese si deve rallentare, e molto. Il cartello, posto davanti al Centro geriatrico proprio sulla discesa che porta alle prime case, ricorda quale sia la fortuna di vivere in paese: si può ancora giocare per strada e muoversi in libertà, con l’occhio vigile della gente del posto.

“Ho visto un segnale analogo in un paese del Lazio e sono rimasto subito colpito – Racconta il primo cittadino Michele Di Bartolomeo – E’ un modo per ricordare il pericolo che corrono i bambini se non rallentiamo, per far capire che i valori sani di un territorio non vanno dimenticati una volta che ci si mette al volante. Da noi, come negli altri paesi del Molise, giocare per strada è ancora un bene prezioso, esistente e da conservare. Sta a noi adulti stare attenti che i nostri bambini giochino in tranquillità e sicurezza“.

L’iniziativa è piaciuta ai cittadini, soprattutto a quanti hanno bambini che dopo la scuola si divertono con gli amici per le vie del paese. “E’ un modo per sottolineare il diritto al gioco di ogni bambino – aggiunge in sindaco – Un diritto che cerchiamo di garantire nonostante risorse sempre più scarse ma che ognuno dovrebbe difendere come cittadino. L’ultimo intervento riguarda il parco giochi dei villaggi vicini alla zona industriale: abbiamo installato l’illuminazione che da tempo i residenti chiedevano. Ogni passo in più è per noi un grosso sforzo in termini economici, cerchiamo di difendere insieme il nostro territorio!”.

In effetti il primo cittadino ci fa presente che gli spazi del paese dedicati al tempo libero dei più piccoli sono stati messi a posto diverse volte, ma troppo spesso i giochi vengono distrutti da ragazzi più grandi (nonostante i cartelli con le indicazioni dell’età consentita), quando non arrivano proprio i vandali di notte.

“Inoltre ci capita spesso di mandare uno dei nostri operatori a pulire il parco giochi all’ora di pranzo – aggiunge Di Bartolomeo – Ma già alle cinque del pomeriggio è già pieno di cartacce e di roba buttata a terra“.