Telefono Azzurro: “Facciamo che bambini e adolescenti siano i protagonisti del cambiamento attuale”

Telefono Azzurro lancia un manifesto programmatico perché, nelle ultime norme previste per l'inizio della Fase 2, i diritti e i bisogni dei bambini non sono stati sufficientemente presi in considerazione, sebbene stiano pagando un prezzo enorme a causa della pandemia

I bambini e gli adolescenti sono cittadini, soggetti di diritto e per loro Telefono Azzurro ha deciso di lanciare un manifesto programmatico perché, nelle ultime norme previste per l’inizio della Fase 2, i loro diritti e i loro bisogni non sono stati sufficientemente presi in considerazione, sebbene stiano pagando un prezzo enorme a causa della pandemia.

Dobbiamo infatti interrogarci su come i bambini e gli adolescenti stiano vivendo l’emergenza Coronavirus e quali siano stati gli effetti della quarantena sulle dinamiche familiari. La certezza è che gli adulti sono chiamati a fungere da modello per i propri figli, garantendo sicurezza e stabilità. Allo stesso tempo,le famiglie stanno attraversando un periodo mai vissuto prima. Su un terreno già con caratteristiche di instabilità, è chiaro come emergano più facilmente i conflitti e le tensioni, esacerbati ed enfatizzati dalla convivenza coatta e dalle restrizioni. Ai confini imposti dalla quarantena, c’è stato un abbattimento progressivo dei confini all’interno della famiglia, aumentando il rischio che le comunicazioni e il dialogo si trasformino con più facilità in conflitti. L’aumento delle richieste di aiuto alle linee di ascolto, consulenza e emergenza di Telefono Azzurro sono infatti espressione di tali difficoltà e del cambiamento dei bisogni delle famiglie italiane. Il rischio è che i bambini si trovino ad assorbire le paure dei genitori rispetto alla mancanza di certezze sul futuro, ad un’ipotetica perdita del lavoro o alle difficoltà economiche. Tali elementi sono di difficile comprensione per i più piccoli, che non di rado risentono di queste tensioni.

La riflessione con gli adolescenti ha un sapore molto diverso: questa fascia pone davanti alla necessità di non dimenticarci del bisogno di spiegazioni ma, soprattutto, della sete di coinvolgimento e di partecipazione e di capacità di promozione di responsabilità sociale. A fronte di questo, occorre pensare, sempre più concretamente, anche in un’ottica futura, ai ragazzi stessi come attivi fattori di cambiamento, dando loro gli strumenti adeguati perpromuovere il cambiamento e la responsabilità sociale.Allo stesso modo, è prioritario dare ascolto e risposte alle paure e alle emozioni dei bambini e degli adolescenti, offrendo quello che è un aiuto competente e professionale, al fine di permettere una rielaborazione di questa situazione dal punto di vista emotivo e psicologico.

Telefono Azzurro chiede dunque di dare voce a bambini e adolescenti perché la ricostruzione parta da loro perché, in questo stato emergenziale, siano loro i protagonisti della ripresa.

Gli elementi che destano maggiore preoccupazione riguardano la mancanza di indicazioni precise per il rientro in classe dopo l’estate, nei prossimi mesi non sono state messe a fuoco le modalità di socializzazione e condivisione, i bambini e gli adolescenti sognano infatti di tornare a scuola e di condividere spazi e tempo con i propri coetanei ma il loro ritorno alla normalità sembra essere stato posticipato a data da destinarsi. Questo è il momento in cui le istituzioni dovrebbero chiarire cosa si sta pensando per il prossimo anno scolastico e come saranno gestite le attività di bambini e adolescenti a partire dall’avvio della Fase 2. Telefono Azzurro si fa promotore del coinvolgimento delle principali forze del Paese, per definire in modo concreto quali possano essere i loro spazi di vita e i loro nuovi punti di aggregazione, sapendo che sarà un’estate diversa, senza ferie per tanti genitori, nella quale i bambini e gli adolescenti non devono essere abbandonati.

Le proposte di Telefono Azzurro per i prossimi mesi prima dell’autunno:

  • coinvolgere le Istituzioni, in particolare gli Enti locali, affinché assumano un ruolo primario nelle politiche dell’infanzia e dell’adolescenza in questo particolare momento;
  • studiare punti di aggregazione alternativi alla scuola e alle palestre, come per esempio parchi attrezzati per accogliere bambini e ragazzi, assicurando la distanza sociale;
  • recuperare spazi non utilizzati all’interno delle città e affidarli in gestione al mondo del no-profit;
  • coinvolgere tutte le realtà associative – associazioni sportive, musicali, culturali,che possano ripensare nuove modalità dello stare insieme;
  • coinvolgere il mondo delle Istituzioni Religiose attraverso nuove modalità di accesso a spazi di attività;
  • coinvolgere i grandi player aziendali nella gestione degli spazi per bambini e adolescenti perché mettano in campo risorse economiche e progettino piani originali di aggregazione.

Quindi, Telefono Azzurro intende mobilitare la società civile, il mondo politico, le istituzioni, gli enti locali e il settore privato, per dare nuova centralità alle problematiche dell’infanzia e dell’adolescenza legate all’emergenza del COVID-19.