Università di Ferrara a Ripalimosani per la prima Scuola di comunità in Molise

A Ripalimosani quattro giorni intensivi per imparare a fare comunità e fornire un servizio sociale d’eccellenza, organizzati dall’Università di Ferrara in collaborazione con la cooperativa Il Piccolo Principe

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affido intervista

Con una conferenza stampa indetta per le 11 di lunedì prossimo prenderà il via nelle sale del Palazzo marchesale di Ripalimosani (CB) la prima Scuola di comunità realizzata in Molise.

Un progetto nato dalla collaborazione della cooperativa “Il Piccolo Principe” che gestisce la comunità per minori in affido di Limosano con l’Università di Ferrara, in particolare con il Master “Tutela, diritti e protezione dei minori” diretto dalla professoressa Paola Bastianoni.

E’ una vera e propria Summer school residenziale che partirà con il pranzo di lunedì 28 agosto e si concluderà giovedì 31 dopo un percorso introspettivo e formativo incentrato sulla capacità di accogliere innanzitutto se stessi per saper accogliere al meglio gli altri.

Una ventina di persone provenienti da tutta Italia costituiscono il gruppo pilota che vivrà un’esperienza d’eccellenza, del tutto nuova e fortemente strutturata nell’organizzazione: ogni momento verrà vissuto in comunità dal risveglio al momento di coricarsi. A seguire ogni passaggio gli esperti dell’Ateneo di Ferrara, sei docenti esperti che cureranno laboratori, incontri ed altri momenti.

Per capire meglio i tratti fondanti della Scuola di comunità parliamo con la dottoressa Elvira Battista, psicologa e responsabile della comunità per minori di Limosano, che da oltre vent’anni si occupa di minori in Molise attraverso formazione, terapia e laboratori creativi.

Una scuola di comunità: quattro giorni in cui le persone faranno comunità, lavorando e riflettendo insieme.. Perché?

Perché dopo anni di lavoro a fianco delle comunità molisane mi sono resa conto, e come me i miei collaboratori, che nel sociale è forte la necessità di confronto, di crescita, di formazione. Una scuola intensiva nella quale sperimentare in prima persona il vivere in comunità ci potrà permettere in maniera più autentica l’incontro con l’altro senza pregiudizi e condizionamenti. E lo faremo mangiando, lavorando, giocando e dormendo insieme, riflettendo sui noi stessi, sulle nostre scelte, sulle nostre vite. Se attraversiamo noi stessi permettendoci di accoglierci, sapremo anche affrontare l’altro nella propria diversità senza la paura del cambiamento. Saranno quattro giorni intensi, pensati per vivere laboratori e spazi comuni che permetteranno un viaggio all’interno di se stessi.

A chi avete rivolto l’invito ad iscriversi? Ci sono allievi ideali o requisiti di base?

L’unico vero requisito è quello di volersi mettere in gioco. Voler tirare fuori da se stessi la passione, la forza e la volontà nei confronti di un lavoro, quello nel sociale, mal pagato e spesso frustrante a causa degli insuccessi continui che si collezionano. Ma questo spesso accade per la scarsa professionalità, che non permette un cambio di rotta vero e quindi un salto di qualità. Una diversa consapevolezza del proprio ruolo potrà essere utile ad uno nuovo modello professionale, attraverso l’idea della condivisione dell’approccio relazionale nelle comunità.

Avete già un quadro dei settori di provenienza dalle iscrizioni raccolte? Qual è, in altre parole, il prototipo di discente che si delinea dalle domande pervenute?

Sicuramente educatori e assistenti sociali sono le due categorie maggiormente sensibili a questo tipo di formazione intenso e faticoso. Le iscrizioni raccolte fino ad ora ci permettono di dire che la scuola estiva di Ripalimosani sarà frequentata da persone provenienti particolarmente dal centro Italia, infatti uno dei motivi della scelta del Molise è stato venire incontro ad esigenze logistiche e offrire un’opportunità anche a coloro che per questioni di distanza sono demotivati in partenza.

Questa scuola sarà sicuramente uno step del percorso che il team del Piccolo Principe sta portando avanti per la tutela dell’infanzia: qual è il passo successivo?

Intanto è bene ricordare i passi già fatti. La comunità Il Piccolo Principe di Limosano ha infatti da tempo intrapreso un percorso formativo con l’Università di Ferrara che ha già portato alla realizzazione di un libro, Comunicare in Comunità. Il testo, che racconta storie di bambini, esperienze di educatori, veri e propri pezzi di vita con i dolori le difficoltà quotidiane, è stato presentato al pubblico in un interessante incontro a Campobasso. Virtualmente la formazione abbraccia on-line tutte le comunità d’Italia con un dialogo continuo e intenso guidato dalla direttrice del Master “Tutela, diritti e protezione dei minori” Paola Bastianoni. Confrontarsi con le altre comunità abbattendo i pregiudizi in un dialogo aperto e franco, senza la paura del giudizio ma sentendosi accolti e guidati, permette ad ognuno di imparare dai propri errori. Si cresce apprendendo dalla propria vita ripercorrendola, senza permettere che i nodi non sciolti intralcino il lavoro.

Siete al completo con le iscrizioni o c’è ancora qualche possibilità di inserimento per i ritardatari?

Siamo alle ultime iscrizioni, abbiamo raggiunto un buon numero sul quale poter lavorare, con rammarico devo sottolineare che le adesioni molisane sono poche rispetto alle altre regioni, è un’occasione che potrà non ripetersi e penso che ognuno deve fare uno sforzo per capire che raramente, a volte mai, qualcuno ti offre in casa delle opportunità.

Ci sono dei costi per i partecipanti?

Il minimo indispensabile per garantire materiale, vitto, alloggio e rimborsi ai docenti. Sappiamo quanto il settore sia complesso anche sul piano economico e proprio per farlo crescere abbiamo deciso di venire incontro a chi si avvicina a discorsi nuovi, seri ed altamente professionali per fare in modo che il sociale diventi punto di forza e non più fanalino di coda all’interno del mondo del lavoro. Tutte le informazioni sono sulla pagina Facebook della cooperativa.