Scuola di Comunità, ieri lo start a Ripalimosani

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Sono partiti ieri i lavori della Scuola estiva di Comunità realizzata dall’Università di Ferrara nell’ambito del Master “Tutela, diritti e protezione dei minori” diretto dalla professoressa Paola Bastianoni e approdata a Ripalimosani grazie alla cooperativa per minori in affido Il Piccolo Principe di Limosano.

Ieri mattina la presentazione dell’iniziativa prima dello start, alla presenza del sindaco di Ripalimosani Michele Di Bartolomeo che ha espresso il suo plauso all’iniziativa, vivendo il paese molte e diverse esperienze di accoglienza (minori, anziani, migranti) sul territorio.

Al Palazzo marchesale, le cui sale ben si prestano alle varie attività laboratoriali previste da questo momento formativo, una ventina di corsisti, tutti calati per lavoro o interesse nel mondo del sociale e nelle realtà residenziali, hanno iniziato un percorso volto a conoscere e comprendere se stessi per capire gli altri e calarsi nella relazione d’aiuto con maggiore consapevolezza e competenza.

In Molise, nonostante la popolazione esigua, sono diverse le realtà che lavorano nel settore dell’accoglienza delle fasce deboli. E questa esperienza della scuola vuole essere anche un momento di apertura e di confronto per quanti operano in questo contesto al fine di sperimentare nuovi approcci basati essenzialmente sulla relazione con l’altro.

L’approccio della Scola di Comunità è laboratoriale: “Utilizzeremo strumenti innovativi per mettere in luce attraverso diverse tecniche le emozioni, le motivazioni, i conflitti irrisolti che accompagnano ognuno di noi – ha spiegato Paola Bastianoni – Per imparare a vivere al meglio l’esperienza dell’accoglienza e migliorare qualitativamente il servizio in ambito sociale”.

Il laboratorio di voce e canto è diretto da Paola Sabbatani e analizza in maniera attiva il rapporto personale con la voce, che diventa via per imparare ad essere se stessi ed elemento di legame con il gruppo. I utilizzano canti popolari e soprattutto canti a più voci; nessun requisito musicale, tutti possono vivere al meglio questa esperienza.

E’ sociale, collettiva, si fa in cerchio e da sempre sottolinea i riti di passaggio la danza del laboratorio guidato da Roberta Landuzzi che mira, come le altre tecniche, a conoscere e riconoscere se stessi. Il corpo in movimento aiuta a sviluppare il concetto di spazio all’interno del gruppo con una danza priva di giudizio o risultato cui mirare, ma pura espressione di sé.

Parte da strumenti antichi ma assai eloquenti, le fotografie, il laboratorio biografico diretto da Alessandro M. Fucili e va oltre, fino all’analisi e all’utilizzo dei mezzi più tecnologicamente avanzati come il cellulare per lavorare sulla narrazione della propria storia. Immagini, video, espressioni che scavano nel passato e nelle emozioni in un approccio molto utile nelle relazioni di supporto, soprattutto con i più giovani.

La corporeità per incontrarsi. Il linguaggio del corpo, semplice, diretto. Sono al centro del laboratorio di Monica Bianchini che guida all’ascolto delle sensazioni e del proprio respiro, fino alla percezione vera di quanto ci accade intorno. Per una migliore qualità delle percezioni e una migliore riuscita nelle relazioni col gruppo.

Passa dalla libera espressione del sé attraverso la pittura priva di costrizioni e di pregiudizi il laboratorio creativo di Elvira Battista, referente campobassana del gruppo e responsabile della comunità Il Piccolo Principe. Attraverso pennellate dove i colori, le linee e le forme assumono un momento di vera libertà espressiva, bambini e adulti trovano la via per conoscere ma soprattutto esprimere pienamente se stessi.

La Scuola estiva di Comunità è giunta ormai al terzo anno, quest’anno ha toccato sei località e chiuderà l’edizione 2017 proprio a Ripalimosani. Con l’auspicio di poter proseguire anche in Molise negli anni a venire.