Progetto Giovani Apicoltori: un aiuto per i giovani disoccupati in Molise

Per non lasciare soli i giovani che non possiedono né risorse finanziarie e né competenze, il Progetto Policoro dell’arcidiocesi di Campobasso - Bojano ha individuato nell’apicoltura un settore di inserimento lavorativo con la collaborazione della Cooperativa sociale "Voli in libertà".

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apicoltori

Il Progetto Policoro è un progetto ideato e promosso dalle CEI (Conferenza Episcopale Italiana) che è attivo in 13 regioni italiane, tra cui anche il Molise. La finalità del progetto è quella di aiutare i giovani disoccupati del Sud Italia  al fine di migliorare la propria condizione lavorativa grazie a corsi di formazione professionale, ma anche attraverso la fondazione di piccole imprese o cooperative sociali. Il Progetto Policoro dell’arcidiocesi Campobasso – Bojano ha ripreso la sua attività da circa un anno con un interessantissimo progetto sull’apicoltura. Abbiamo modo di parlare con Don Daniele Leo che ci informa sull’iniziativa, su come e nata e su come sta procedendo.

Don Daniele qual è la finalità di questo progetto?

Tramite il Progetto Policoro, che aveva interrotto la sua attività a Campobasso, io e Massimiliano Muzio, animatore di comunità, ci siamo interrogati su come fosse possibile aiutare sia i giovani senza un’occupazione, sia persone adulte che hanno perso il lavoro e hanno difficoltà ad essere reinseriti nel mondo lavorativo. In fondo fare di tutto per aiutare chi ha più bisogno è la finalità del Progetto Policoro in generale.

Perché un progetto sull’apicoltura?

Abbiamo pensato all’apicoltura perché c’è la possibilità di avere maggiori sicurezze dal punto di vista economico. Mi spiego: c’è la possibilità di crescere senza investire tanto denaro. Si sceglie quanto denaro investire nell’iniziativa in base alle possibilità economiche disponibili. Poi perchè il miele italiano ha una richiesta molto più alta rispetto alla sua produzione, quindi ci è sembrata una scelta molto razionale. Aspettiamo la fine dell’estate e vediamo se siamo riusciti nel nostro intento che dipende molto anche dal clima.

Chi sono i beneficiari del progetto?

I beneficiari sono tre: un ragazzo neodiplomato che ha 20 anni, un “giovane/adulto” di trent’anni e un uomo disoccupato di cinquant’anni che ha avuto difficoltà a reinserirsi nel mercato lavorativo. La fascia d’età dei tre beneficiari è diversa, in modo tale da creare buoni rapporti e aiutarsi a vicenda attraverso una solida collaborazione. Prima di iniziare ci siamo formati attraverso un corso accademico sull’apicoltura presso l’Università e successivamente loro tre hanno lavorato per recuperare un apiario a Mirabello.

Con quale modalità si aiutano i beneficiari del progetto?

I finanziamenti derivano sia dai privati, sia dal Progetto Policoro stesso. Si può contribuire con 250€ per un nuova arnia completa di api, con 100€ per ripopolare un’arnia vuota e 50€ per contribuire alle spese di gestione dell’apiario. Siamo molto fortunati a collaborare con la Cooperativa sociale “Voli di Libertà”, sita in Via Cavour, poiché opera all’interno del carcere seguendo la produzione del materiale apistico. Con le offerte raccolte siamo diventati clienti di noi stessi poiché abbiamo acquistato il materiale prodotto all’interno del carcere. Unendo le forze. In origine le arnie erano 9, ora ne sono diventate 28. Il reddito che ricaveremo con la vendita del miele sarà di nuovo investito, così da continuare il lavoro.

Cosa si aspetta da questo progetto?

Io mi aspetto innanzitutto che vada a buon fine, per il bene di chi lavora e per chi ha creduto nei beneficiari aiutandoli. Ma soprattutto mi aspetto che le competenze acquisite sia in abilità, sia in conoscenze teoriche, diventino un “bene circolare”, cioè vengano trasmesse ad ulteriori giovani che hanno intenzione di operare nel settore. Gratis abbiamo ricevuto ciò che ora possediamo e gratis vogliamo insegnarlo. Se tutti collaboriamo e cresciamo, il mercato può solo trarne giovamento.

Ringraziamo Don Daniele per la disponibilità e lasciamo il suo numero di cellulare (328.76.79.587) sia per aver informazioni sulle donazioni, sia per conoscere gli sviluppi del progetto.

Articolo a cura di Natascia Testa