Silvia, la ricerca di un lavoro e i suoi…Gioielli Monelli

Da Campobasso a Montespertoli per lavorare: Silvia ha creato lì il suo mondo colorato fatto di... Gioielli Monelli

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Gioielli Monelli l'atelier

Nel suo atelier ha portato i colori, l’allegria e la fantasia che la caratterizzano. Lei, Silvia Mastrocola, tra i suoi Gioielli Monelli si sente una regina: sceglie, propone, seleziona, consiglia e impacchetta, utilizzando tutta la sua passione per immagini e forme possibilmente originali.Gioielli Monelli vetrina

Laureata da un paio d’anni al Dams, ha fatto la spola tra Firenze, dove ha studiato, e Campobasso, la sua amata città. Per il Colibrì ha curato articoli legati all’arte, allo spettacolo, al cinema. E ora la passione per l’arte e per tutto ciò che colpisce l’occhio la getta sui gioielli, le borse e tutta l’oggettistica del suo locale color Tiffany. Gioielli Monelli si trova a Montespertoli, a pochi chilometri dal capoluogo toscano, dove Silvia ha messo le tende e dove ha voluto realizzare uno dei suoi sogni.

Davanti alla difficoltà diffusa di trovare lavoro non si è scoraggiata e, rimboccate le maniche, con l’aiuto dei suoi cari il lavoro se l’è costruito da sola. E ogni giorno continua a mettere un mattoncino sopra l’altro, come tanti altri giovani che non riescono a stare a braccia incrociate.

“Ho scritto tante domande – racconta – ho inviato decine e decine di curriculum, ho sostenuto molti colloqui. In alcuni casi, visto l’esito del colloquio e quello che mi dicevano, mi ero anche illusa di avercela fatta. Non era così. Qualcuno deve ancora darmi una risposta comunque”.

Non è solo l’assenza di posti di lavoro a stremare molti giovani, ma anche la gestione della comunicazione. “Una volta mi arrabbiai tantissimo – racconta ancora Silvia – Avevo appena preso Gioielli Monelli Vetrinetta la laurea e avevo contattato un’azienda che mi aveva assicurato una risposta a breve. Una signora mi tenne in sospeso per mesi dicendomi ad ogni contatto una cosa diversa. E alla fine le scrissi, tutta orgogliosa, una email in cui le facevo notare tutto il mio disappunto per un comportamento che noi giovani non meritiamo affatto. E’ vero che sono una disoccupata in cerca di un’opportunità – le scrissi – ma questo non le dà il diritto di mancarmi di rispetto”. Diritto, rispetto, parole un po’ traballanti nel mondo del lavoro oggi: “Sapevo bene – conclude Silvia – che non avrei sortito nulla. Ma almeno ho detto quello che pensavo…”.

Non poteva aspettare più Silvia: si è informata su pratiche, cavilli e oneri. Ha iniziato a disegnare lo spazio nel quale oggi svolge orgogliosa la sua attività e lo ha realizzato. Lo stesso orgoglio col quale accoglie i clienti, sempre dolce e sorridente, nel suo negozio. In bocca al lupo Silvia, vola in alto come un colorato Colibrì!