Disperso in Russia nel 1942 e mai ritrovato. La storia del molisano Giovanni Picciano

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giovanni picciano

Malgrado siano trascorsi 76 anni da una delle battaglie più efferate che nel dicembre del 1942, tra il 16 e il 17, sul fronte russo coinvolse l’82° Reggimento Fanteria della Torino ci sono ancora famiglie che non possono piangere i propri cari perché ad oggi risultano ancora dispersi.

Un triste destino che coinvolge e ha coinvolto diverse generazioni di famiglie che, malgrado il proprio impegno e l’ausilio delle moderne tecnologie, ancora non riescono a dare una risposta ad una domanda che portano nel cuore da decenni. Un interrogativo straziante che si rafforza di più con il passare degli anni, dei decenni e che sembra non riuscire a trovare una risposta visto anche il fatto che non tutte le piastrine dei soldati morti o dispersi in Russia sono state ritrovate. Un dubbio che si insinua nella mente e che dà adito a mille domande ma a nessuna risposta. Un destino comune a tante famiglie italiane che coinvolge anche alcuni nuclei familiari molisani tra i quali quello della famiglia Picciano di Busso.

Il soldato Giovanni Picciano, nato a Busso il 12 maggio del 1916, infatti, fu uno dei tanti militari italiani che presero parte al fronte russo della II Guerra mondiale. Fu aggregato all’82° Reggimento Fanteria della Torino, 2° Battaglione, 8° Compagnia, Posta Militare n.ro152.

Di ciò che accadde tra il 16 e il 17 dicembre si è detto molto e si è scoperto molto ma i destini di coloro che risultano ancora dispersi come quello del signor Giovanni Picciano ancora oggi non sono stati decifrati. Quello che si sa di certo è che il 16 dicembre il signor Giovanni rispose all’appello, mentre il 17 dicembre di lui non si ebbe più notizia o traccia di sorta. Tra il 16 e il 17 dicembre si sa di preciso anche che l’82° Reggimento Fanteria della Torino fu schierato a sud-est di Satubjasesky ad Ossaskoje a quota 131,1 e fu attaccato in maniera massiccia dai russi.

Tra i documenti ufficiali sui quali la nipote del signor Picciano sta lavorando ormai da più di tre anni, subito dopo la morte del padre, fratello del signor Giovanni, e della zia, moglie del signor Giovanni, c’è un verbale di irreperibilità, compilato il 7 novembre del 1943 a cura del Ministero della Difesa, e la comunicazione di avviamento di istruttoria per il riconoscimento della Croce al Merito di Guerra compilata il 27 novembre del 1977 a cura del Distretto Militare di Campobasso.

Grazie a Facebook e ai mezzi più moderni di comunicazione la famiglia Picciano è riuscita a contattare alcuni studiosi russi che potrebbero quantomeno rivelare i luoghi di sepoltura di alcune fosse comuni di soldati italiani scavate proprio sul fronte di guerra dove è stato impegnato il signor Giovanni. Una rilevazione che potrebbe portare la famiglia Picciano ad effettuare un viaggio in Russia nel giro di poco tempo. Per il resto, però, niente più.

Gli appelli e le richieste di aiuto inviate a tutt’oggi non sono state evase, anche perché la famiglia Picciano non è riuscita a trovare nessun commilitone del signor Giovanni o famiglia di commilitoni che possano dare maggiori informazioni sulla sorte occorsa al loro congiunto. Un muro di silenzio e di dubbi che non ha scoraggiato affatto la famiglia Picciano, ma che nel contempo, però, complica non poco le loro ricerche.

Da queste difficoltà, da questa eccessiva complessità nel trovare notizie utili è scaturita la necessità di lanciare un appello a tutti i molisani affinché chi possa avere informazioni utili, siano essi cittadini privati o Istituzioni, sul caso in questione possa contattare la famiglia Picciano per porre la parola fine ad una ricerca infinita che per prima ha coinvolto i genitori del signor Giovanni, poi il fratello e la moglie del signor Giovanni e infine, negli ultimi anni, la nipote e la sua famiglia.

Chi fosse in grado di dare informazioni o dettagli utili sulla vicenda può scrivere una mail a venditti.stefano@hotmail.it per fissare un appuntamento.