Angeli in corsia, al San Timoteo di Termoli c’è AVO

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Li ho incontrati per bisogno. Mi occorreva un servizio… a distanza. E ho scoperto un grande cuore, carico di professionalità, che permea l’ospedale San Timoteo di Termoli. Sono i volontari dell’ AVO (Associazione volontari ospedalieri) che da molti anni operano tra i reparti, in supporto a degenti e famiglie.
Agiscono con delicatezza, con sapere, consci del fatto che non basta essere generosi, dedicare il proprio tempo gratuitamente, per ottenere un buon risultato. Occorre essere pronti, prepararsi, comprendere bene l’ambito in cui ci si cala e di conseguenza comportarsi con tutti gli accorgimenti del caso.
Il risultato è eccellente. Sono organizzati in maniera ineccepibile e trasmettono, al solo conversare, l’animo che li porta a condividere momenti difficili, ad alleggerire il tempo che si è fatto di piombo, a darsi da fare quando c’è una persona sola che ha bisogno di aiuto, perché non riesce o non vuole mangiare, perché si può fare una partita a carte insieme o perché due chiacchiere bastano.

Non tutti i reparti sono coperti dall’ AVO, non sempre è possibile inserire il volontario nel sistema organizzativo di corsia e forse non sempre è facile… Ma nei reparti in cui sono stati accolti questi camici bianchi un po’ speciali si muovono senza far rumore, due ore al mattino e due al pomeriggio, lasciando il segno.
“Nel volontariato non si può improvvisare mai, in ospedale ancora di meno – ci dice Lucia Bocale del gruppo termolese – Non bastano generosità e buona volontà per fare bene il servizio, occorre formarsi ed imparare a gestire il primo contatto col malato, la vita del reparto, il rapporto col personale medico e paramedico, il tutto in punta di piedi”.avo-giovani-termoli
Per questo i volontari AVO fanno e propongono corsi di formazione e di aggiornamento, rivolti a chi opera da tempo ma anche e soprattutto ai più giovani.

Perché di giovani che hanno preso l’impegno ce ne sono tanti al San Timoteo, sono l’ AVO Giovani Termoli, tutti delle scuole superiori. E per due ore alla settimana spendono il loro tempo libero in questo modo.
“Sono loro il vero nostro orgoglio, portano in reparto la loro freschezza e la loro voglia di vita, fanno bene a tanti – confessa Lucia, come altri veterana – Stanno diventando adulti, delle persone speciali. E sanno bene che in quel letto, in quella stanza, ci potrebbe essere chiunque, anche uno di noi”.