ANSIA, FISIOLOGICA O PATOLOGICA?

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ANSIA, FISIOLOGICA O PATOLOGICA?

Fa parte di un emozione naturale, utile all’adattamento, ma in occasione di eventi come un primo appuntamento, prima di un viaggio o semplicemente quando si presentano giornate piene di eventi considerati troppo grandi e troppo difficili da affrontare, può impossessarsi di noi. E’ l’ansia, che quando non più è fisiologica, ci da una sensazione di malessere. Tutto ciò avviene perché perdiamo la capacità di valutare la realtà per quella che è, in quanto siamo estremamente attenti a ciò che succede dentro di noi. L’ansia diventa patologica quando viviamo in uno stato di apprensione continua, quando non c’è nulla di preciso da temere, oppure quando reagiamo con una sproporzionata intensità. Questa forte emozione se trascurata, nel tempo può diventare una vera e propria prigione emotiva e compromettere le nostre normali attività sociali, lavorative e personali. Se ignorata, può arrivare a sfociare all’improvviso in un attacco di panico portandoci sofferenza, bisogno di isolamento ed emarginazione. Bisogna quindi sapere che non tutte le ansie sono uguali. Hanno origini, sintomi e risvolti diversi. Pur vivendo le stesse situazioni con altre persone non tutti sperimentano un disturbo d’ansia, ciò dipende dall’interazione di vari fattori come il temperamento, le esperienze di vita e la vulnerabilità storica ed attuale.
L’ansia prevede: sintomi cardiorespiratori come tachicardia, senso di oppressione al petto, di affogare, dispnea; sintomi gastrointestinali come nausea, vomito, mal di stomaco, tensione, diarrea; sintomi vestibolari come sensazione di instabilità, vertigini, sensazione di svenimento; sintomi psicosensoriali come disorientamento, derealizzazione, depersonalizzazione, gambe molli.
Per combattere l’ansia è importante sostituire i pensieri disfunzionali ansiogeni con pensieri più funzionali. Domandarsi se quello che si pensa è condiviso anche dagli altri. Chiedersi se il modo di pensare aiuta a raggiungere gli obiettivi o allontana da essi. Se stiamo facendo un errore di ragionamento, ossia se ci sono particolari distorsioni nel modo di interpretare e valutare la realtà interna ed esterna della persona.