Ansia, stress…ed é subito onicofagia

    Noia, ansia e stress non sono un semplice stato, ma tale sofferenza può generare comportamenti autolesivi

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    Ansia, stress...ed é subito onicofagia

    E’ “l’onicofagia” il disturbo compulsivo che porta a mangiare le proprie unghie, in casi più gravi anche le pellicine e le cuticole circostanti, con conseguenze nocive sia a livello fisico che psicologico. “L’onicofago”, è colui che adotta un comportamento compulsivo e ripetitivo nel mordere le cuticole e i tessuti intorno alla lamina ungueale, si tratta di un’attività inconscia, compiuta dal soggetto, il quale, per la maggior parte del tempo, non si rende conto di quando le mani sono portate alla bocca e i denti cominciano a rosicchiare le unghie. La maggior parte delle persone trova in questa abitudine l’unico modo per calmare se stessi in periodi di nervosismo, ansia e stress. Solitamente tale disturbo viene definito come disturbo comportamentale, che implica una difficoltà a controllare gli impulsi, presente già dall’infanzia e che si trascina fino all’età adulta. All’origine del vizio di mangiarsi le unghie spesso vi è una causa di natura psicologica legata ad un ambiente familiare disturbato da litigi e incomprensioni. L’onicofagia consente di contenere le reazioni a contrasti interpersonali e ai disagi soggettivi e tende a scomparire volontariamente quando viene meno la causa del malessere, ma tale sofferenza può ricomparire in situazioni che generano ansia. Sebbene sembri un’abitudine innocua, l’onicofagia costituisce un atteggiamento tendenzialmente autolesionistico e per questo motivo, nei casi più gravi, è necessario l’aiuto di uno psicoterapeuta per individuare le cause che hanno indotto il disturbo.