ATELOFOBIA: QUANDO L’IMMAGINE DI SÉ FA PAURA

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    ATELOFOBIA: QUANDO L’IMMAGINE DI SÉ FA PAURA

    Quante di noi sono disposte a spogliarsi al primo sole senza problemi? Sembrerebbe una banalità eppure per molte donne così non è. Non stiamo parlando di semplice vanità, ma di qualcosa di più. Quando infatti l’immagine di sé diventa un problema, poiché ci si guarda e ci vede solo come esseri imperfetti arrivando a definire veri e propri complessi del sé allora siamo di fronte ad una patologia chiamata atelofobia. Si tratta di un disturbo d’ansia che influenza le relazioni personali e si traduce in un costante senso di inadeguatezza. Si manifesta con sintomi più o meno evidenti che vanno dalla scontentezza di sé e del proprio corpo, al non sentirsi belle, adeguate e all’altezza. Da qui, al terrore di non essere perfetti, il passo è breve. L’atelofobia può svilupparsi in persone che hanno vissuto eventi drammatici, che aumentano l’insicurezza e inducono a incolpare sé stessi del proprio fallimento. Il disturbo atelofobico nella maggior parte degli individui, viene scatenato da traumi o problemi legati al periodo adolescenziale. In altri casi, invece, può essere una fonte esterna a convincerli di essere imperfetti e sbagliati. Questa paura sembra essere diventata uno dei mali più diffusi nella nostra società. L’atelofobia la maggior parte delle volte è un’insoddisfazione psicologica che assume dei risvolti fisici. L’errata percezione del proprio corpo, spinge la donna a rivolgersi al chirurgo plastico per un intervento. Di fronte ad interventi inutili, dove si evidenzia la difficoltà della persona ad accettarsi, lo specialista dovrebbe piuttosto indirizzarla verso soluzioni non invasive che le consentano di vedersi più bella e sentirsi più sicura, senza ricorrere alla chirurgia. L’atelofobia è dunque una patologia a tutti gli effetti e per alcune donne può diventare un ostacolo per la vita lavorativa e personale. A questo processo, che ha origine a livello cerebrale, è possibile rispondere offrendo a chi ne soffre un sostegno psicologico, suggerendo di valorizzare i propri pregi. Il disagio si potrebbe evitare accettando un dato di fatto che, a quanto pare, non è scontato: la perfezione non esiste e i difetti rendono la persona unica e a volte anche affascinante.