AUTISMO: PARLIAMO DELLA TERAPIA ABA

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    AUTISMO: PARLIAMO DELLA TERAPIA ABA

    Non esistono farmaci per intervenire sul disturbo dello spettro autistico, ma solo cure educative – comportamentali che possono aiutare a ridurre i sintomi. Il disturbo dello spettro autistico (DSA) considerato dalla comunità scientifica internazionale una sindrome comportamentale associata ad un disturbo dello sviluppo del cervello, influisce sulla capacità di una persona di comunicare, interagire e comportarsi in modo appropriato nei rapporti sociali con altri. Secondo l’organizzazione mondiale della sanità 1 bambino su 160 è affetto da DSA. Molti genitori notano i segni del disturbo nei propri bambini durante la fase dello sviluppo, generalmente tra i 18 mesi e i 3 anni d’età. Per esempio, il bambino può evitare il contatto visivo con un’altra persona, non rispondere se chiamato per nome o evita di impegnarsi in giochi sociali con altri bambini. Tuttavia, le forme lievi del disturbo possono diventare palesi solo quando il bambino diventa più grande. Una delle terapie usate più di frequente è l’analisi comportamentale applicata (Applied Behavior Analysis o semplicemente ABA), che utilizza ricompense per incoraggiare le persone con autismo a tenere un comportamento utile e al tempo stesso scoraggiarne i comportamenti dannosi.
    Tale tecnica può essere applicata con diverse problematiche. Principi e strategie comportamentali vengono utilizzate sia nell’educazione e gestione di bambini con sviluppo tipico, sia per l’intervento con bambini e adulti con gravi turbe comportamentali e sia in ambito di terapia clinica come di psicologia del lavoro. L’approccio ABA è stato studiato con bambini diagnosticati come affetti da autismo o più in generale da un Disturbo Pervasivo dello Sviluppo. Le strategie comportamentali possono essere utilizzate con persone di ogni età. Dalla letteratura emerge che l’intervento educativo ABA risulta maggiormente efficace se iniziato precocemente cominciare entro i 4 anni di età. Diversi fattori influenzano l’efficacia dell’intervento tra cui: l’età del bambino, prima inizia e maggiori sono i risultati; abilità cognitive e linguistiche del bambino, l’intensità o il numero di ore dell’intervento; coinvolgimento della famiglia nell’intervento. Una delle critiche negli anni settanta e forse ancora oggi riguardava l’uso di punizioni per diminuire comportamenti pericolosi per sé o per gli altri. Tale critica non risulta attendibile, perché le punizioni sono state sostituite da altre tecniche per la gestione del comportamento, quali per esempio il rinforzo di comportamenti alternativi e più adeguati.
    Come funziona le terapia aba?

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