Balbuzie: tipi, cause e rimedi

    Chi soffre di balbuzie manifesta tartagliamento, nervosismo ed eloquio rapido, fattori che non causano la problematica, ma la rendono manifesta. A gestire i sintomi sono le componenti ansiose del soggetto.

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    Balbuzie: tipi, cause e rimedi

    Nervosismo e ritmo rapido dell’eloquio sono tra i sintomi che si riscontrano nei bambini che balbettano. Questi fattori non sono la causa della balbuzie, ma il risultato della paura di balbettare e della vergogna. Le teorie attuali parlano di una complicata interazione tra lo sviluppo del linguaggio dei bambini e le loro capacità motorie di produzione del linguaggio, combinati con le molteplici influenze della personalità e dell’ambiente comunicativo e sociale. La balbuzie, o tartagliamento, è un disturbo del linguaggio di carattere multifattoriale che l’Organizzazione Mondiale della Sanità classifica come un disturbo specifico dello sviluppo, un disordine del ritmo della parola nel quale il paziente sa con precisione cosa vorrebbe dire ma nello stesso tempo non riesce a dire. Sono interessati i muscoli fonatori, respiratori ed articolatori con movimenti irregolari ed involontari.
    Parliamo di balbuzie primaria o pseudobalbuzie quando la problematica si manifesta in maniera apparente e transitoria, tipica dell’età prescolare fra i 3 e 6 anni ed è quasi sempre episodica. Non si accompagna a fenomeni emotivi e generalmente scompare spontaneamente. La balbuzie secondaria o vera balbuzie, invece, si instaura in età scolare e a volte è una complicanza della pseudo-balbuzie e va incontro a cronicizzazione. Questo tartagliamento è caratterizzato da molteplici manifestazioni sintomatologiche: blocchi, ripetizioni, esitazioni e prolungamenti dovuti a spasmi tonici o tonico-clonici dei gruppi muscolari deputati alla respirazione ed alla fonazione. Possono essere presenti, inoltre, sincinesie, tic e movimenti muscolari involontari del viso e del collo. La consapevolezza della balbuzie coinvolge la sfera emotiva del soggetto complicando le manifestazioni di ansia, frustrazione, stress, fobie, senso di inferiorità e reazioni vasomotorie quali tachicardia, dispnea e sudorazione. La balbuzie infantile non è semplice classificarla, possiamo avere: la balbuzie tonica, nella quale si ha difficoltà all’inizio della parola con prolungamenti del suono; balbuzie clonica, caratterizzata da ripetizioni del fonema iniziale oppure dell’intera parola; balbuzie mista, nella quale sono presenti sia la forma tonica che quella clonica con prolungamenti e ripetizioni; balbuzie palilalica, nella quale il soggetto ripete spasmodicamente una sillaba non attinente alla frase che si vuole pronunciare; balbuzie respiratoria, legata ad atti respiratori brevissimi per cui l’aria espirata era insufficiente e determinava interruzioni dell’eloquio ed infine la balbuzie bulbare causata da anomalie funzionali della regione cerebrale che controlla i movimenti della faringe. Si stima che l’1% della popolazione adulta ed il 4% dell’età infantile sia affetta da balbuzie. Di questi l’80% è rappresentato dai maschi. È molto importante per coloro che convivono con la balbuzie rivolgersi ad uno specialista, in modo tale di affrontare la problematica in maniera adeguata.