Celiachia? No, gluten sensitivity, intolleranza sempre più diffusa

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    Negli ultimi dieci anni la celiachia, la patologia della totale intolleranza al glutine, è entrata a pieno titolo nella vita della nostra società. Tutti sanno ormai di che si tratta, che cosa comporta e come si combatte. Ma quella che non tutti conoscono è la Gluten Sensitivity (sensibilità al glutine), un disturbo che presenta comunque sintomi fastidiosi ma che non è celiachia. In altre parole se una persona sensibile al glutine effettua un’analisi non risulta celiaca. Ma se toglie il glutine ottiene enormi benefici in tema di salute.

    I dati parlano di una presenza massiccia di gluten sensitivity nella popolazione, pari ad un numero sei volte superiore rispetto ai celiaci. Colpisce più le donne che i maschi nella fascia tra i 30 e i 50 anni e non è altro che una difficoltà dell’organismo a digerire questa proteina. La celiachia invece compare ben prima, in genere in età infantile.

    Porta gli stessi sintomi della celiachia, tutti quelli legati alla cattiva digestione allo stomaco e all’intestino, dal bruciore alla nausea, dai gas intestinali alla diarrea. Ma non solo: è possibile anche la comparsa di eruzioni cutanee e macchie, oppure emicranie e affaticamento. Come capire se la causa è il glutine? Una volta esclusa la celiachia (e questo avviene con l’esame del sangue) basta semplicemente togliere il glutine dalla dieta, provare: basta qualche settimana per capire se avviene un miglioramento.

    Non sono certe le cause dell’intolleranza e non è provato che la gluten sensitivity sia un precursore della celiachia, anzi. Se un celiaco sa di rimanere tale tutta la vita, una persona sensibile al glutine può anche risolvere con una dieta temporanea, anche se si parla di un minimo che va da tre a sei mesi, a volte anche di più.

    E non esiste ancora un percorso diagnostico standard, un protocollo. Si va in genere per esclusione (allergie, intolleranze, celiachia, …) e poi si prova con la dieta. Si sa bene però quali sono gli alimenti da evitare, ossia quelli con glutine: frumento ma anche segale, orzo, farro, kamut, couscous, bulgur, seitan che contengono comunque glutine, anche se in minore percentuale. Semaforo verde per mais, riso, sorgo, grano saraceno, amaranto, manioca, miglio, quinoa, teff e avena.

    Per i celiaci è fondamentale evitare ogni contaminazione col glutine, per la gluten sensitivity le indicazioni sono meno rigorose e comunque variano da caso a caso.