Emofobia, quando la paura del prelievo “fa 90”

    I controlli routinari si devono fare, ma in molti, grandi e piccoli, hanno paura. La spiegazione può essere inconscia.

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    Emofobia

    Ansia e sintomi fisici che portano spesso allo svenimento. Non parliamo di una fobia qualunque, ma di emofobia, la paura del proprio sangue e di quello altrui. L’emofobia può presentarsi associata alla fobia per il dentista o alla tomofobia, la paura degli interventi chirurgici.
    Come fare per superare la paura degli esami del sangue? Nel caso in cui la paura del sangue non sia estrema e si presenti in momenti ben precisi, ossia quando ci si deve sottoporre a prelievi del sangue, la si può affrontare cercando di prendere in mano la situazione, per esempio scegliendo noi stessi il giorno in cui effettuare l’esame, poiché sentirsi padroni della situazione che si vive può essere un aiuto psicologico. Giorni prima del prelievo si può iniziare ad affrontare la situazione con un approccio graduale verso ciò che più temiamo. Svolgere una ricerca sul sangue, dapprima senza immagini, per poi passare a qualcosa che contenga immagini “soft” fino ad arrivare ad immagini più realistiche. Al momento del prelievo, praticare esercizi come quello di stringere il pugno del braccio che il medico non sta usando per il prelievo, fino sentire un po’ di dolore, ruotare il pugno 8 volte in senso orario e stringere il pugno per 10 secondi. La persona che ne soffre, pur sapendo che il timore è eccessivo o irrazionale, reagisce quasi sempre con una forte ansia. La sensazione di svenimento e capogiri che ha avuto alla vista del sangue è dovuta al brusco abbassamento della pressione arteriosa. Questo avviene in determinate situazioni, anche quando assistiamo ad un prelievo altrui. In merito alle cause del problema non esiste ancora una spiegazione univoca. Alcuni studiosi ritengono che l’origine sia da attribuirsi solo a persone particolarmente sensibili, per altri dipende da un meccanismo di evoluzione dell’uomo finalizzato al normale istinto di sopravvivenza e causato dal calo dei valori pressori. E’ come se, a livello inconscio, si temesse, alla vista del sangue altrui, di perderne del proprio.