Merendina o panino? Dipende… Ecco una lezione tutta made in Molise

    merenda sana Tagliaferri

    Per una sana merenda dei bambini occorre limitare prodotti troppo manipolati e preferire spuntini sani e poveri di grassi idrogenati. Ma è davvero così? Oggi forse non più.

    Non basta dare il vecchio caro panino al posto della veloce merendina se non si guarda all’interno del prodotto: un salume non controllato all’origine o una farina di dubbia provenienza possono annullare i benefici della scelta e rendere il prodotto confezionato più salutare.

    Non è un paradosso. Oggi è la realtà. E’ uno dei punti affrontati sabato scorso insieme al diabetologo e nutrizionista Marco Tagliaferri, che con i suoi Borghi della Salute promuove una corretta alimentazione che parte dai cibi tradizionali del Molise. L’incontro con il medico è stato organizzato a Ripalimosani dal Comune, assessorato allo sport capitanato da Cristian Cristofaro, insieme all’APD del posto per fornire spunti interessanti agli sportivi e a chiunque voglia mantenersi in salute attraverso regole basilari di nutrizione e movimento.

    “L’attenzione alla provenienza dei cibi è oggi il primo passo per procedere verso una corretta alimentazione, soprattutto dei ragazzi – ha spiegato il medico – Certo costa tempo e un po’ di impegno perché la spesa viene fatta in più tempo, ma ne vale assolutamente la pena. Leggete le etichette, guardate da dove viene il prodotto e solo dopo buttate nel carrello. I produttori sono obbligati ad indicare il luogo di provenienza, se il dato non è chiaro lasciate perdere”.

    Certo in una quotidianità fatta di stress e di velocità leggere ogni etichetta non è semplice, ma è uno sforzo da fare all’inizio, poi si impara a selezionare in maniera più veloce. “Con l’attenzione possiamo limitare i danni per una buona parte degli alimenti che acquistiamo – ha aggiunto Tagliaferri – Ma se vogliamo cercare il modo più sicuro per mangiare dobbiamo guardare vicino a noi, al nostro territorio, quello del Molise, che quanto a genuinità ha solo da insegnare”.

    E’ la filiera corta del territorio infatti la più sicura a livello alimentare, oltre che la più gustosa. La produzione di nicchia di cibi e bevande che nelle grandi città non esiste è la nostra peculiare caratteristica e dovrebbe essere il motore della nostra piccola economia. “A volte mi trovo in eventi che promuovono cibi tipici molisani – ha detto il nutrizionista – ma poi scopro che gli ingredienti non provengono tutti dal Molise e mi arrabbio. Ma che tradizione è? La tradizione è fatta di elementi esclusivamente locali, tutto il resto è vana pubblicità”.