Mobbing, come affrontarlo?

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    Mobbing, come affrontarlo?

    È un insieme di comportamenti lesivi, violenze psicologiche da parte di superiori e colleghi nei confronti di un lavoratore per un tempo prolungato, il mobbing. In termini tecnici parliamo di mobbing quando si evidenziano comportamenti negativi che mettono in discussione la dignità personale e professionale, nonché la salute psicofisica del lavoratore. Le vittime di mobbing non sono però sempre consapevoli del danno che stanno subendo e di ciò che gli sta realmente accadendo, nonostante la gravità degli effetti. Attacchi verbali, morali o fisici prolungati nel tempo possono provocare infatti una serie di effetti negativi nella persona come depressione, malattie psico-somatiche, fobie, pensieri ossessivi, isolamento, abbassamento dell’autostima, aggressività, infortuni sul lavoro e malattie professionali. Una causa frequente del mobbing è l’eccessivo carico di lavoro che si determina quando c’è disponibilità di personale all’interno delle aziende, circostanza che accresce il carico di lavoro di chi ha il “privilegio” di averne uno. Dall’altro lato il fenomeno può essere causato dagli stessi superiori che esercitano una eccessiva pressione o presenza sul lavoro. Questi comportamenti, a lungo andare possono arrecare danni nell’azienda.
    Tra i due sessi le donne sono maggiormente esposte a fenomeni di mobbing e a subire violenza psicologica sul lavoro a causa della maternità o di impegni legati alla propria famiglia.
    Per rispondere proattivamente al mobbing è importante capire che la vittima è soltanto un capro espiatorio di una situazione che non dipende da essa in modo diretto e le cause del fenomeno sono complesse e molteplici. E’ importante che la vittima dell’aggressione non perda la calma di fronte ai tentativi di violenza, dimostrando, allo stesso tempo, all’aggressore che non si è disposti ad accettare soprusi. Quindi parlarne, in modo informale, con il capo almeno in un primo tempo al fine di tentare un chiarimento o di informarlo circa quando sta accadendo è già un primo passo da compiere, non parlando esplicitamente delle persone ma dei fatti. Il lavoratore può, inoltre, fare appello al diritto di operare in un ambiente di lavoro che gli garantisca il massimo benessere psico-fisico. Tutto ciò cercando un dialogo positivo e costruttivo con i capi ed evitando di essere troppo lamentosi o minacciosi di querele e denunce. Se i capi o i colleghi non rispondono, diventa necessario uscire allo scoperto, andare ad un sindacato o da un legale, ricorrere ad un supporto psicologico presso un centro specializzato per rafforzare la propria autostima e per comprendere che il disagio è causato dal mobbing e non da se stessi. Anche parlarne con familiari e amici dona consapevolezza e crea un fronte comune contro l’aggressione.