Passione shopping, solo vanità o anche patologia?

    L’essere alla moda, avere un corpo perfetto è un piacere di tutte le donne. Fin dove ciò rientra nella normalità. Come riconoscere, invece, la dipendenza?

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    Passione shopping, solo vanità o anche patologia?

    Fa parte della donna stare al passo con la moda, il desiderio ad essere di tendenza serve per tenere sempre alta la nostra autostima e piacersi, ma l’eccesso è disfunzionale. Si parla di disturbo da shopping compulsivo che fa parte dei disturbi del controllo degli impulsi per cui la persona sperimenta un impulso irrefrenabile a fare acquisti, che seppur riconosciuti come inutili o eccessivi non riescono ad essere evitati o tenuti sotto controllo. L’acquisto compulsivo può portare la persona a conseguenze dannose sul piano psicologico, finanziario, relazionale e lavorativo. Nella prima fase dello shopping compulsivo, la persona inizia ad avere pensieri, preoccupazioni e senso di urgenza verso l’atto di acquistare, sia in generale sia riguardo un oggetto in particolare. Questa fase sembra essere preceduta da emozioni sgradevoli come tristezza, ansia, noia o rabbia. La seconda fase è quella in cui ci si prepara all’acquisto pianificando alcuni aspetti come i negozi da visitare, il genere di articoli da ricercare o addirittura il metodo di pagamento che si intende utilizzare. La terza fase è quella dello shopping compulsivo vero e proprio, in cui la persona, spesso è preda di una eccitazione quasi sensuale, si sente “corteggiata” dagli oggetti che vede e dalle loro qualità, considerati in quel momento come estremamente attraenti e irrinunciabili. La quarta fase è quella successiva all’acquisto compulsivo, dopo il quale le precedenti sensazioni di eccitazione ed euforia si tramutano rapidamente in frustrazione, senso di colpa, vergogna e delusione verso se stessi.
    Lo shopping non deve essere considerato sempre in senso patologico; dietro tale comportamento si nascondono diversi messaggi che la persona vuole mandare. Può essere utilizzato come “terapia dell’anima”, poiché riduce tensione e porta tranquillità, magari dopo un litigio, un esame andato male o la fine di un rapporto; un modo per attirare attenzione e il rispetto degli altri, affermare il proprio potere e vincere un complesso di inferiorità; un modo per gratificarsi e riempire il vuoto del passato, evadere dalla realtà frustrante e stressante, una gratificazione infantile. E’ importante rivolgersi ad uno specialista per scegliere la cura di tale mania. Nella maggior parte dei casi, ad una cura farmacologica si consiglia un trattamento psicoterapeutico.