Perché l’Italia ha il record di infertilità delle coppie?

    246
    immagine infertilità

    I dati demografici più recenti rivelano una situazione allarmante per l’Italia: ogni anno nascono sempre meno bambini e nel 2017 è stato raggiunto il minimo storico, 464.000 nati.

    Da qui parte l’analisi presentata nell’infografica “Perché in Italia non si fanno più figli?”, realizzata dalla Clinica per la Fecondazione Assistita Alma Res.

    Per comprendere meglio questo tema così delicato, è opportuno confrontare le statistiche relative ai Paesi UE: l’età media delle donne al primo parto è 29 anni in Europa, 28,5 in Francia, il Paese con le madri più giovani, e 31,8 anni in Italia. L’età è uno dei fattori che influiscono sulla fertilità, per questo la percentuale di figli per donna è così bassa in Italia: solo 1,34 a fronte di una media europea di 1,60.

    Le cause dell’infertilità e la situazione attuale in Italia

    Prima di tutto occorre ricordare che parliamo di una vera e propria patologia, come stabilito dall’OMS; l’infertilità è intesa come assenza di concepimento dopo 12-24 mesi di rapporti non protetti.

    A margine di quanto detto per l’Italia va aggiunto che sono aumentati i bambini nati da genitori non coniugati (il 29,9% nel 2017), a dimostrazione che sono cambiate anche le modalità con cui il nucleo familiare è percepito.

    Tra le cause dell’infertilità bisogna distinguere tra quelle idiopatiche (cioè non spiegabili), quelle che dipendono dalle donne (ridotta riserva ovarica, fattore tubarico, endometriosi, per citarne alcune) e quelle che dipendono dagli uomini (in gran parte dovute all’inquinamento e agli stili di vita che hanno aggravato la salute e aumentato la sterilità).

    Per quanto riguarda i rimedi, la procreazione medicalmente assistita è, in molti casi, la soluzione a questo problema, per questo sempre più coppie vi ricorrono: secondo i dati più aggiornati, sono 59855 coppie in Italia ad aver iniziato il ciclo di trattamenti con la fecondazione omologa e 2462 ad aver cominciato il ciclo di terapie con l’eterologa.

    Le probabilità di successo variano moltissimo in base all’età e alla tipologia di fecondazione. Con l’omologa il range è compreso fra il 35,8% di probabilità di successo (per chi ha meno di 34 anni) e l’8,2% (per chi ha più di 43 anni).

    Con l’eterologa ci sono differenze più ampie, poiché le percentuali spaziano fra il 45,5% (nel caso della donazione di seme e se la paziente ha meno di 34 anni) e il 31,5% (nel caso della doppia donazione, se la paziente ha più di 43 anni).

    In altre parole, la fecondazione eterologa consente di realizzare il sogno di diventare genitori, desiderio che per molte coppie (circa il 15% in Italia, questa è la percentuale di quelle sterili) era fino a qualche tempo fa irrealizzabile.

    Almares - Infografica