SCLEROSI MULTIPLA: VIETATO MOLLARE

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Disabili

Un sogno irrealizzabile, ma il primo gennaio di quest’anno è divenuto realtà. Qualcosa di semplice che per molti di noi rappresenta la normalità, ma per Maria Cristina, affetta da sclerosi multipla da quattordici anni, era praticamente un’utopia quella di percorrere a piedi il “ponte del mare” di Pescara, uno dei più lunghi d’Europa.
Maria Cristina Falone, 40 anni, non si è però mai arresa alla sua malattia. La sua vita non è facile, ma lei ha trovato un equilibrio, anche se, all’inizio, le era sembrato che il mondo le fosse caduto addosso. La malattia ha fatto il suo esordio quando lei aveva 26 anni in un paio di giorni, quando all’improvviso dall’occhio destro aveva perso quasi tutta la vista. L’oculista la fece ricoverare subito, e fece in modo che le somministrassero cinque flebo di cortisone in pochi giorni. Bastarono per fortuna per recuperare completamente la funzionalità dell’occhio, però c’era qualcosa che non convinceva, il medico la mandò a fare altri accertamenti. Ed ecco che arriva la diagnosi di sclerosi multipla. La ragazza era distrutta, essendo già orfana di entrambi i genitori. La sua vita ha cominciato a cambiare, racconta Maria Cristina, ma non come si potrebbe pensare. Quattro mesi dopo quella diagnosi, Maria Cristina è rimasta incinta di sua figlia che insieme al marito desiderava e cercava da tanto tempo. Poi, quando la bimba ha compiuto un anno e mezzo lei ha potuto riprendere finalmente gli studi abbandonati dopo la morte del padre per problemi economici. In tre anni si è laureata in Servizio Sociale, il sogno di sempre, il suo orgoglio. “I primi anni vivevo la malattia – spiega – come una corsa contro il tempo. Quel punto interrogativo sul mio futuro mi spingeva a fare più degli altri. Pian piano ho acquisito più consapevolezza che l’aspettativa di vita non cambia. Cambia la qualità, ma molto dipende da chi si ha accanto. Io ho una rete familiare a cui sono legatissima, un marito che mi adora. Certo, bisogna scendere a compromessi con se stessi, non è più come un tempo, ma non c’è nulla che sia davvero precluso. Bisogna solo trovare una strategia”.
Quello che cambia è quando dici “Vado a fare due passi, se prima ne facevi cento, poi devi limitarti a ottanta, cinquanta, magari trenta. Ma, con qualche piccola sosta e con qualche escamotage, vale sempre la pena di partire, di provarci”. Maria Cristina sa anche che la malattia ha due fasi. Una è fatta di ricadute, che si tengono sotto controllo con i farmaci. La seconda è quella degenerativa, lenta ma costante.
In occasione della settimana della sclerosi multipla celebrata dal 21 al 29 maggio, abbiamo raccontato una storia tra tante, ma che può accomunare e sostenere molti.
La Sclerosi Multipla è una malattia di tipo infiammatorio cronico che attacca la sostanza bianca del Sistema Nervoso Centrale, la cosiddetta mielina, che avvolge le fibre nervose facilitando la trasmissione del segnale lungo di esse. Il danneggiamento della mielina porta quindi a problemi crescenti proprio nel trasporto di impulsi nervosi. Circa centomila italiani convivono con la sclerosi multipla. Ogni anno si registrano 3400 nuove diagnosi, nella maggioranza dei casi giovani fra i 20 e i 40 anni, una ogni 3 ore. In Molise l’incidenza della Sclerosi Multipla è di 80 casi ogni cento mila abitanti, con valori superiori a cento nella popolazione femminile.
In occasione di questa XVIII Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla, le piazze di diverse città italiane si coloreranno di verde. L’Aism, infatti, presenta per la prima volta un evento i cui fondi verranno interamente devoluti alla ricerca scientifica.

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