Sindrome di Peter Pan, quando l’uomo è ancora pulcino

    La sindrome di Peter Pan non è una malattia, ma la scelta di un uomo che non vuole crescere.

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    Sindrome di Peter Pan, quando l’uomo è ancora pulcino

    Rifiutano l’idea di crescere, di assumersi le responsabilità della vita, si rifugiano in modi di agire tipici degli adolescenti o al massimo dei ragazzi. Molti uomini e donne ultraquarantenni sono affetti dalla sindrome dell’immaturità, chiamata con il nome del personaggio della letteratura per ragazzi, Peter Pan, “sindrome di Peter Pan”. Si tratta di una forma di egoismo narcisista, per cui divertirsi o semplicemente fare ciò che viene in mente è più importante delle conseguenze che tali comportamenti provocano nell’ambiente circostante come il lavoro, la famiglia e nella vita di coppia. Perché questo comportamento? Da cosa dipende? Spesso un comportamento simile è frutto di una madre iperprotettiva che fa da scudo a qualunque problema o avversità. Questo atteggiamento materno fa sì che difficoltà e ostacoli rimangano sconosciuti ai bambini che crescono nella convinzione che la vita sia priva di preoccupazioni e contrarietà, di momenti bui e difficili. Quando il fanciullino scopre da solo come è la vita vera, subisce uno shock tale da provocare un blocco della crescita. A questo punto regredisce e torna al periodo spensierato dell’infanzia, in cui tutto era perfetto. Ma quando l’eterno bambino incontra una donna che gli piace cosa accade? Dipende da come la coppia si è incontrata, da cosa ha affascinato la donna di questo uomo. Se ad attrarla è stata la simpatia, la leggerezza, ritroverà in lui queste caratteristiche. E la coppia potrà funzionare. Non sempre sono queste le caratteristiche che possono attrarre. Infatti spesso il fanciullino scappa quando incontra una donna che vuole redimerlo. La relazione potrà funzionare se Peter Pan riesce a passare dalla fase iniziale dell’innamoramento, a quella dell’amore maturo, quando la promessa di sacrificio e impegno deve essere sempre rinnovata.