STIMOLAZIONE COGNITIVA: SNOEZELEN?

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VIOLENZA SUGLI ANZIANI, SEMINARIO CON ESPERTI

Da diversi anni si è registrato un significativo incremento demografico della popolazione mondiale e con esso un incremento dell’età media e della popolazione anziana. Proprio a causa di questa maggiore longevità sono aumentate alcune patologie come quelle cardiovascolari, quelle metaboliche e soprattutto le malattie neurodegenerative come la Demenza. Il tutto conduce ad aumento indiscusso anche della popolazione anziana malata e non autosufficiente, in sostanza è un vero e proprio allarme socio- sanitario. Recenti scoperte da parte delle neuroscienze e della neurobiologia hanno tuttavia sottolineato come nel cervello esista una sorta di plasticità, vi è la possibilità di ricompensare quelli che sono determinati deficit in alcune aree cerebrali compromesse, attraverso una riorganizzazzione dell’area coinvolta. Questo effetto neuroprotettivo delle strutture del cervello è il processo grazie al quale le strutture cerebrali superiori riescono a lavorare adeguatamente, nonostante il progredire dell’azione nociva neurodegenerativa correlata all’invecchiamento patologico o fisiologico. In questi casi un ruolo importante lo svolge la stimolazione cognitiva. La stimolazione cognitiva, fa leva sul processo di neuroplasticità, rinforza le capacità cognitive residue che compenserebbero quelle meno attive perché poco utilizzate o perché fisiologicamente deteriorate. Tra gli interventi possibili si collocano la ROT o Terapia di riorientamento nella realtà finalizzata a modificare i comportamenti scorretti, ridurre l’isolamento del soggetto e rinforzare le informazioni del paziente rispetto alla propria identità, al contesto e alla propria storia. OurTime, il suo focus è diretto alla persona piuttosto che alla patologia, la scelta delle attività sono adeguate alle persone o al gruppo, incentiva il gioco e il divertimento delle attività presentate, utilizza la reminescenza dell’anziano e la stimolazione multisensoriale, inoltre pone in relazione tutte le persone all’interno del gruppo. Tra le tecniche di stimolazione multisensoriale c’è la SNOEZELEN, approccio mirato a stimolare i cinque sensi in maniera controllata, la stimolazione visiva, uditiva, tattile e olfattiva viene offerta ai pazienti spesso in una stanza o in ambienti appositamente progettati, usando diversi tipi di luci, musiche stimolanti, aromi e oggetti tattili. Lo staff lavora vis-à-vis con gli individui, adottando un approccio non-direttivo e stimolante nel quale le necessità del paziente vengono messe in primo piano. I soggetti vengono incoraggiati a sperimentare gli stimoli sensoriali che hanno a disposizione. La SNOEZELEN permette di gestire dei disturbi comportamentali; favorire il rilassamento; stimolare l’esplorazione dell’ambiente; favorire il contatto e la relazione interpersonale; instaurare relazioni positive nella cura quotidiana; promuovere il benessere della persona; permette la riattivazione della persona; sostenere la relazione con i familiari. Nell’ambito della riabilitazione funzionale rientra invece la Terapia Occupazionale o Ergoterapia, finalizzata al recupero delle competenze cognitive, funzionali e sociali, attraverso l’inserimento in attività ludiche, ricreative, lavorative, artistiche e domestiche che siano anche socializzanti.