Sto bene e mi piaccio: la medicina estetica anche Campobasso. Ma di che si tratta?

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    marilisa intervista

    E’ sempre più diffuso ed abbracciato come vincente l’approccio olistico alla persona, ossia la ricerca della salute orientata alla persona e non alla malattia, alla causa e non al sintomo, al sistema e non all’organo, al riequilibrio invece che alla cura con la stimolando il naturale processo di autoguarigione del corpo. In altre parole la cura della propria persona passa attraverso una serie di variabili che vanno dalla salute alla bellezza, dall’approccio curativo a quello estetico, purché armonici e tagliati su misura.

    In genere per abbellire particolari che ci rendono più piacevoli ai nostri occhi e a quelli degli altri ci rivolgiamo ad esperti dell’estetica, ma sono sempre più numerose le persone che trovano risposte nella medicina estetica, disciplina per la quale occorrono laurea e specializzazione e che sta entrando piano piano anche nel panorama molisano.

    Ma di che si tratta? Ne abbiamo parlato con un medico estetico che opera a Campobasso, Marilisa Reale, che ha fatto della medicina estetica il suo bersaglio professionale, affiancandola naturalmente ad un serio e interdisciplinare accompagnamento al paziente.

    Che cosa è di preciso la medicina estetica? Di che si occupa? E in che cosa si distingue dalla chirurgia estetica oppure dal trattamento estetico?

    La medicina estetica nasce in Francia nel 1973 da studi endocrinologici, arriva in Italia qualche anno dopo con la costituzione della Società Italiana di Medicina Estetica (SIME) da parte di Carlo Alberto Bartoletti, cardiologo, gastroenterologo e geriatra di Roma. Realizza un programma di medicina sociale, preventiva, curativa e riabilitativa al servizio della collettività attraverso la costruzione e ricostruzione dell’equilibrio psicofisico. L’approccio è sia preventivo (attraverso una corretta igiene comportamentale, cosmetologica alimentare e fisica) sia curativo con protocolli di trattamento e metodologie medico-chirurgiche, fisioterapiche e cosmetiche. Solo metodiche ufficiali e sicure.

    E’ dunque la garanzia di un approccio medico controllato la caratteristica di base…

    Certo. Ogni piano terapeutico è sempre avvalorato da studi clinici e ogni azione deriva comunque dal check-up di medicina estetica, primo momento essenziale per una diagnosi corretta di qualsiasi inestetismo del corpo o del viso, con cui si valuta il complessivo stato di salute.

    Curare gli inestetismi badando alla salute, dunque. Un percorso medico che non pensa solo alla sostanza, ma anche alla forma. Di questi tempi l’occhio al benessere totale della persone è sempre più spesso nelle mire del settore medico e paramedico: si può parlare anche per la medicina estetica di sostegno alla qualità della vita?

    Quella estetica è ad ogni effetto una medicina volta ad implementare la qualità della vita. Occupandosi del benessere psicofisico del paziente prevede piccoli trattamenti non invasivi, una buona cosmesi domiciliare, un corretto stile di vita, una sana alimentazione, lo sport: tutti cardini del vivere bene. In quest’ottica il medico estetico può e deve guidare il paziente verso scelte di vita, alimentazione, abitudini, cosmesi e terapia più adatte a lui e più sane possibili.

    Non si tratta dunque del classico ‘ritocchino’ più o meno vistoso che sembra far breccia nel modo dei cosiddetti vip?

    Tutt’altro. Innanzitutto è scienza medica e poi non deve essere confusa la “punturina” di turno perché è molto di più: il ritocchino ci sta pure ma è sono la punta della piramide di un percorso-programma che si realizza insieme al paziente. Ruolo del medico estetico è anche quello di fare networking con i colleghi dietologi, fisioterapisti, personal trainer, posturologi, psicologi nei casi in cui alla base dell’inestetismo possa esserci invece un problema diverso.

    Come opera un medico estetico? Come si svolge per esempio una prima visita?

    Nel mio studio mi occupo della prima visita con check-up e successiva prescrizione cosmetologica, peeling, mesoterapia, carbossiterapia (per il trattamento delle adiposità localizzate, smagliature, cellulite, rivitalizzazione cutanea..), biostimolazioni, filler, tossina botulinica, iperidrosi ascellare, macchie solari, piccole lesioni cutanee ( fibromi penduli, cheratosi seborroiche, xantelasmi..), blefaroplastica non chirurgica, fili di biostimolazione, alopecia. I trattamenti possibili come si vede sono tanti, ma vanno individuati sempre con attenzione e cognizione medica. Il ventaglio delle prestazioni, che richiedono massima serietà e competenza, è in continuo aggiornamento ed ampliamento.

    L’aggiornamento immagino sia continuo, visto l’alto livello di tecnologia che questa branca richiede…

    E’ essenziale. Io ogni anno partecipo a maggio al Congresso della società Italiana di medicina estetica, l’appuntamento più importante in Italia; durante l’anno seguiamo tutti i workshop organizzati da professori, esperti o dalle aziende perché il settore è in continua innovazione.

    Un approccio globale alla persona con l’occhio rivolto al bello, al benessere personale: che tipo di professionista c’è dunque dietro al camice del medico estetico?

    C’è innanzitutto un medico specialista. Nel mio caso una persona che ha studiato per dare risposte e in qualche modo aiutare concretamente altre persone. C’è un professionista che opera con il giuramento di Ippocrate alla base e con la consapevolezza che non esistono magie se non quelle che piano piano riusciamo a fare su noi stessi con i nostri valori e la nostra volontà. La scienza e la tecnologia, poi, aiutano mettendoci a disposizione strumenti avanzati. Ma senza cuore e mente non si va da nessuna parte. Per questo esiste il decalogo della Societa Italiana di medicina estetica che racchiude i principi guida etici, morali e comportamentali che ci guidano.

    Qual è il percorso da seguire per un giovane che vuole addentrarsi in questo settore medico?

    La laurea in medicina innanzitutto, io ho studiato alla Sapienza di Roma. Poi i veri percorsi di specializzazione: nel mio caso il diploma in medicina estetica e la Scuola Internazionale di medicina estetica del Fatebenefratelli di Roma presieduta da Bartoletti che dura altri 4 anni e in cui insegnano numerosi docenti  universitari oltre che importanti  chirurghi plastici e medici estetici italiani.