VECCHIAIA: IL SESSO DIMINUISCE O DECADE?

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VECCHIAIA: IL SESSO DIMINUISCE O DECADE?

Con l’aumentare dell’età i cambiamenti non riguardano solo gli aspetti cognitivi, ma anche quelli emotivi. Le emozioni sono una parte integrante della nostra vita psichica che determinano il nostro benessere e motivano i nostri comportamenti. Nell’arco della vita la frequenza dei contatti sociali diminuisce sia per ragioni oggettive sia perché si preferisce concentrarsi su relazioni significative. Nell’invecchiamento aumenta la frequenza e l’intensità dei contatti con gli amici più stretti, gli amici di sempre, per il piacere di stare insieme e perché tali relazioni sono quelle più gratificanti. Parte dell’emozioni sono determinate dalle relazioni affettive che non sono solo di natura platonica, ma anche sessuale. Gli anziani sia nella terza età che nella quarta età, si interessano ancora al sesso. Nonostante il declino biologico e i cambiamenti nel sistema endocrino e vascolare colpiscano anche gli organi sessuali negli uomini, con una riduzione della funzionalità testicolare e nelle donne con atrofizzazione dell’ovaio, comportando modificazioni della capacità sessuale, gli anziani non sono asessuati. L’interesse per l’attività sessuale nell’invecchiamento sembra in relazione a tre fattori:

  1. Stato di salute, fisica e mentale, le malattie croniche influenzano negativamente l’attività sessuale e aumentano la frequenza di problemi sessuali sia negli uomini sia nelle donne. Depressione e disturbi cognitivi, così come l’assunzione di farmaci hanno un impatto negativo sulla libido. Nelle donne una minor frequenza dell’attività sessuale è dovuta alla vedovanza. La minor speranza di vita degli uomini fa si che vi siamo molte più vedove che vedovi. Per anziani in coppia il sesso continua a essere una componente importante della relazione e del benessere.
  2. Credenze personali e aderenza allo stereotipo del vecchio asessuato, il credere di non potere avere un comportamento sessuale, il ritenere non legittime le passioni e l’innamoramento cosi come il credere a pressioni sociali e religiose sono tutti fattori che possono influenzare l’atteggiamento degli anziani verso la sessualità e l’affettività.
  3. Come il sesso e stato vissuto, anche in termini di frequenza, nell’età adulta. Chi riferisce un alta frequenza di attività sessuale da giovane mostra minor declino sessuale da vecchio (Shock et al. 1984).

La situazione pare ancora più declinata e complessa nelle istituzione, sia per la mancanza di privacy degli anziani, sia e soprattutto per stereotipi e atteggiamenti delle persone che di loro si occupano. Infermieri e assistenti nelle case di riposo possono mostrare imbarazzo o disgusto rispetto all’espressione sessuale tra gli anziani, tollerandone solo atteggiamenti affettivi limitati (baci e abbracci), negando loro passionalità e sessualità. Il tema del sesso è sicuramente un tema delicato, quasi tabù nella vecchiaia. Preferiamo pensare ai vecchi come persone prive di slancio o immaginarli impegnati in attività ludiche inoffensive, come giocare a carte o attività lavorative. Vi è quindi una forte discrepanza tra quello che pensiamo, crediamo, immaginiamo e quello che la realtà ci offre. Lo stereotipo del vecchio asessuato, come quello del vecchio sporcaccione, sono molto lontani dai legittimi desideri e diritti degli anziani.