Vittima o vittimista? Parliamo della Sindrome di Calimero

    Possiamo subire ingiustizie, ma alcune volte ci “culliamo” dietro questa posizione, perché comoda. Parliamo del vittimismo.

    565
    Vittima o vittimista? Parliamo della Sindrome di Calimero

    Sindrome di Calimero o vittimismo patologico: viene definita così, in termini tecnici, la sensazione di essere costantemente vittime di soprusi, ingiustizie e di sfiducia negli altri. Le cause possono originare da diverse situazioni: da modalità apprese in famiglia, da continue svalutazioni, dall’aver subito da piccoli violenza fisica o psicologica. Esiste, pertanto, una differenza tra la vittima e il vittimista. Entrambi possono aver subito ingiustizie e disgrazie, ma mentre la vittima non usa ciò che è successo per manipolare gli altri e tenta di risolvere la situazione problematica in silenzio, al vittimista non interessa risolvere l’ingiustizia, ma usarla per manipolare in modo immaturo le relazioni. Chi si atteggia a vittima, quando in realtà non lo è, è spesso una persona insoddisfatta, che ripete spesso frasi del tipo, “capitano tutte a me”, “pago sempre io per gli altri”. E’ in questo modo che la realtà viene vissuta in maniera distorta, per non sentire il senso di impotenza. “Il vittimista patologico”, tende a vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto, mai quello pieno. Si ha una tendenza a non volersi liberare dalla sofferenza, facendo di essa uno schema difensivo patologico utile a tenere su di sé l’attenzione altrui che viene pretesa in modo esplicito. Quando dall’altra parte non arriva la “giusta” attenzione, allora il vittimista diventa aggressivo, colpevolizzando gli altri in modo efferato, aumentando la percezione di tradimento subita per l’ennesima volta. Non riconosce le sue responsabilità e permane nella sua posizione di vittima. E’ importante in questi casi rivolgersi a professionisti, dal momento che dietro tale atteggiamento possono nascondersi blocchi psichici.