Andare a scuola all’aperto: in Italia è possibile

Come sarebbe una scuola dell'infanzia o una scuola primaria senza pareti, senza banchi di legno e senza finestre per guardare fuori? Sicuramente bellissima ed originale. Molte scuole hanno intrapreso la Didattica Outdoor. Giardini, parchi pubblici e cortili che, generalmente, sono luoghi di divertimento, diventano anche luoghi di apprendimento; essi si trasformano in aule a cielo aperto. In Italia varie scuole hanno avviato questa le sperimentazione.

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Kids with magnifying glasses exploring the nature. Slightly soft.

Come mai il metodo outdoor learning piace?

Molti insegnanti sono convinti dei benefici psico-fisici derivanti dalle lezioni all’aperto: si tratta di un approccio educativo incentrato sull’interazione con la natura. Ripensare l’educazione all’aperto vuol dire dare ai più piccoli la possibilità di vivere a pieno il rapporto con la natura, sperimentarne le potenzialità ed esercitare le principali pratiche osservative sul campo. L’outdoor learning si basa su principi che rivoluzionano il tradizionale modo di concepire la didattica e il rapporto tra bambini e ambiente naturale, senza perdere assolutamente di vista i programmi scolastici, indispensabili alla formazione. Uno dei primi risultati è sicuramente un generale miglioramento della salute a cui segue l’ottimo profitto scolastico.

Un esperimento di outdoor learning ben riuscito riguarda  la scuola Fortuzzi dei Giardini Margherita, a Bologna, la cui fortunata esperienza è diventata pionieristica a livello nazionale. Qui si studia, si legge e si scrive trascorrendo più tempo possibile all’aria aperta, seguendo regole igieniche ben precise.

Anche nella caotica Milano esiste un nido, Dadà, che si estende su una superficie di 700 mq; qui ci sono cascate, fiori e un orto in piena regola dove i bimbi coltivano piccoli ortaggi e frutti che poi consumano durante i pasti.

All’Istituto Rinnovata Pizzigoni, sempre a Milano, l’aula è un non-luogo che cambia ubicazione ogni giorno. Si studia in posti sempre diversi, grazie anche agli accordi stretti con le aziende agricole del territorio. Qui bambini e insegnati sviluppano competenze effettive nelle diverse discipline.

Per poter costruire un progetto del genere sono fondamentali  impegno e collaborazione, poiché bisogna avere degli spazi idonei per i bambini e lo si rende possibile anche cercando di entrare in partenariato con parchi, fattorie didattiche e tutto ciò che è  funzionale al progetto stesso.

In Italia, dato che queste sperimentazioni stanno andando a buon fine, è stata creata una rete nazionale delle scuole pubbliche all’aperto promossa da un gruppo di scuole bolognesi che si riconosce nel Decalogo delle Scuole Fuori dell’Associazione Bambini e Natura. Si tratta di una rete aperta che riunisce le esperienze di genitori, insegnanti, educatori ambientali e docenti universitari, italiani ed europei con lo scopo di definire gli strumenti educativi  adatti per promuovere l’adesione al protocollo operativo in cui si riconoscono le scuole pubbliche all’aperto.

Dal punto di vista strettamente educativo la buona riuscita della scuola all’aperto dipende molto dall’utilità didattica delle esperienze proposte. Fare lezione all’aperto non significa giocare o lasciare che i bambini facciano ciò che vogliono, ma significa avvicinarsi ad un modo differente di studiare e imparare. Si cerca di creare un ambiente coeso e collaborativo che trovi un mezzo per trasmettere determinati valori come il rispetto per l’ambiente e l’amore per il territorio che ci circonda.