Coronavirus e scuola. Ora come allora, spazio alle riflessioni su Dylan Dog

Si parla ancora una volta di lotta tra vita e morte, di pestilenza e di isolamento seguendo il filo conduttore della rubrica "Parliamone al Cuoco - Dalla peste al Coronavirus: le pandemie e la cultura", dando continuità alle attività della Web Radio TV Cuoco

L’isolamento forzato che stiamo vivendo in questo periodo per cercare di arginare il contagio del Coronavirus è sicuramente un inedito nella storia recente, ma non per quei diversi autori che nel corso degli anni hanno parlato di virus, pandemie ed epidemie nei propri lavori appartenenti alla letteratura, al cinema e anche ai fumetti.

Un alunno dell’Istituto Cuoco, Pio Luciano Di Giorgio della IV B, ha deciso di raccogliere e commentare alcune avventure di Dylan Dog, il celebre protagonista della famosa serie horror italiana, in cui l’Indagatore dell’Incubo ha incrociato più volte un po’ di epidemie: nemici infimi e invisibili che hanno messo a dura prova l’ex agente di Scotland Yard. Vediamo se nelle strisce del fumetto sono esistiti virus peggiori del coronavirus. E scopriremo che anche il mondo del fumetto partecipa al movimento #iorestoacasa: Tiziano Sclavi, il “papà” di Dylan Dog, è intervenuto durante la pandemia di Coronavirus lanciando un messaggio ai lettori della serie in una tavola esclusiva. L’elaborato integrale è presente alla pagina Web Radio Tv Cuoco. Riportiamo i passi salienti del tema.

“Il primo “incontro” tra Dylan e la mortale epidemia si consuma nell’albo n.126, pubblicato il 14 marzo 1997, intitolato “La Morte Rossa“. Il titolo è un chiaro richiamo al racconto “The Masque of the Red Death” di Edgar Allan Poe (ritratto a pagina 41, terza vignetta), in cui la “Morte Rossa” è appunto un’epidemia di peste. Dylan Dog è per la prima volta in trasferta in Italia, precisamente a Venezia, per indagare su un quadro dipinto da Jacopo da Verona, un pittore maledetto morto di peste alla fine del Cinquecento. Il dipinto ha come soggetto proprio la Morte Rossa: la peste cammina tra gli uomini, che cadono ai suoi piedi lungo le strade e i canali di Venezia. Nel dipingere l’opera, l’artista è riuscito a cogliere la reale essenza del “male”. Nei corpi ammassati degli appestati non v’è alcuna traccia di pietà cristiana ma solo orrore. Ora il suo quadro è portatore di un contagio mortale. Chiunque ne venga a contatto contrae la terribile infezione e muore fra atroci sofferenze. Dylan Dog, con l’aiuto del commissario Corradi, dà la caccia al più terribile degli incubi. Una caccia disperata, perché il killer è invisibile o almeno così sembra. Il dipinto si scopre essere opera di un falsario. Le indagini portano Dylan sulle tracce di un’oscura setta che coltiva in laboratorio la Pasteurella pestis con l’intento di diffonderla e distruggere così un mondo che ormai “volge al termine“. Il soggetto e la sceneggiatura di Gianfranco Manfredi trovano forma nelle straordinarie tavole illustrate da Corrado Roi che assurge al ruolo di disegnatore “pestifero” della serie. A lui viene affidata anche la realizzazione dello Speciale n.19, “La Peste“, pubblicato nell’ottobre 2005. […] Il misterioso virus provoca orribili mutazioni fisiche e miete numerose vittime. La paura del contagio condiziona profondamente la vita dei cittadini: angoscia in metropolitana, terrore per le strade, incidenti mortali inspiegabili, evasioni dai penitenziari, gente in stato di shock. Il panico regna sovrano, la peste del terzo millennio è cominciata. […] Ai contagiati, temuti dalla popolazione sana, non resta che nascondersi o finire reclusi in ospedali sovraffollati. Il sistema sanitario nazionale, ormai al collasso, istituisce corpi speciali che a bordo di ambulanze battono le strade della metropoli per catturare tempestivamente chiunque manifesti i sintomi del morbo. È in questa Londra vittima dell’epidemia che l’Indagatore dell’Incubo è intento ad occuparsi di Billie Matter, la sua nuova fiamma, vittima del morbo il cui corpo rischia di consumarsi dall’interno, lentamente, fino alla morte. I medici non riescono a dare speranze e sembrano arrendersi al male. Impegnati nella ricerca di una cura, Dylan e l’ex-ispettore Bloch indagano sui rari sopravvissuti alla malattia, i “Figli della Meteora”, e su una serie di esperimenti condotti al centro di ricerche di Stockton. Qualcuno, forse, è riuscito a bloccare il decorso della piaga. Il 22 marzo 2020, alle ore 13:13, sulla pagina “Dylan Dog – Sergio Bonelli Editore“, è stata pubblicata una tavola inedita, accompagnata dal seguente testo: “L’Indagatore dell’Incubo affronta uno dei mostri più temibili della sua carriera e lo fa grazie al suo creatore, Tiziano Sclavi, e al disegnatore Sergio Gerasi. Non diventate anche voi dei mostri, restate a casa! Come sempre, non senza un pizzico di ironia, Dylan ci ricorda che anche nel più oscuro degli incubi si riesce ad intravedere un barlume di speranza. Anche questa volta ce la faremo!“.