Didattica e-learning. Cosa ne pensano le scuole?

Campobasso, scuole e Covid-19. Come viene affrontata l'emergenza nelle scuole? Un primissimo bilancio sui percorsi di didattica a distanza proposti dall'Istituto Pertini-Montini-Cuoco, da sempre in campo per il digitale e l'innovazione didattica.

Si tratta di un momento complicato anche per la scuola. Dopo la sospensione delle lezioni, ogni scuola ha dovuto mettere in atto la cosiddetta modalità e-learning al fine di proseguire il percorso di studio degli studenti e procedere nella spiegazione del programma scolastico. La didattica a distanza ha preso il via qualche settimana fa e in merito a tale tematica abbiamo ascoltato l’Istituto Pertini-Montini-Cuoco di Campobasso che, da sempre, si configura come un’eccellenza nel digitale e nell’innovazione didattica.

Questo è un momento complicato per la scuola, è difficile gestire le lezioni con piattaforme e-learning con tutta la classe?

L’Istituto Pertini-Montini-Cuoco, in tempi di Coronavirus, non si è fermato, anzi ha avviato, fin da subito, forme di didattica a distanza per sostenere i suoi alunni, in questa fase di isolamento forzato, sfruttando al meglio quello che offre la tecnologia. Niente può sostituire la didattica in presenza, ma in questo momento così difficile per l’Italia la DAD è l’unico modo per respirare un po’ di normalità. La vera difficoltà non è tanto rappresentata dalla tecnologia, ma potrebbe essere quella di trovare un’efficace alternativa all’empatia che nella vita reale si crea tra gli studenti e il docente. L’empatia è fondamentale nella didattica ed è fatta di gesti, sguardi e rapporti insostituibili. Nella scuola la relazione docente-alunno è fondamentale per trasmettere la conoscenza, per apprendere ed educare. Le vere problematiche potrebbero essere rappresentate dalla capacità di approccio dei docenti, non tutti allenati ai rapporti via web, dalla necessità di consapevolezza degli studenti che hanno finora usato le video-chiamate soprattutto per giocare a distanza e dalla disponibilità della famiglia a supportare a casa i ragazzi diversabili che, spesso, non possono fruire delle tecnologie in solitaria.

I pro della didattica a distanza.

L’e-learning garantisce il superamento delle barriere spazio temporali, inoltre permette l’accesso alla formazione in modo flessibile, versatile e programmato. I ragazzi possono leggere i documenti e approfondire le loro conoscenze secondo i propri ritmi di apprendimento e nei momenti più adeguati, svolgendo, entro i limiti prestabiliti, i compiti assegnati.

…e i contro?

Uno dei rischi maggiori potrebbe essere quello di allargare il divario tra studenti più ‘bravi’ e quelli meno “bravi”, per non parlare del rischio di allontanare gli alunni diversamente abili. Se in ogni settore la relazione è basilare, nelle scuole lo è ancora di più. E tale rapporto diventa ancora più importante per gli alunni disabili e BES. Durante le lezioni in presenza, il docente riesce a comprendere le difficoltà di uno studente anche in assenza di sue richieste esplicite ed a intervenire in maniera adeguata. Con la DAD questo non accade né tantomeno ci si può attendere che uno studente BES o con disabilità dichiari facilmente le sue difficoltà in videochat. Vi è la necessità di rallentare, andare ancora oltre il tempo e lo spazio e far sentire a tutti gli studenti la presenza positiva e rassicurante del docente che, utilizzando qualsiasi mezzo, raggiunge tutti i ragazzi. C’è bisogno ancora di più di una scuola inclusiva e comprensiva che è attenta alla crescita di ogni studente, che guarda al suo successo formativo e che punta alla qualità dell’apprendimento non alla quantità. Un altro problema concreto potrebbe essere rappresentato dagli strumenti. Per svolgere una lezione a distanza, non è solo il docente ad avere bisogno di un pc o di un supporto mobile e di una buona connessione, ma anche tutti gli alunni. Ci sono studenti che non hanno a disposizione la dotazione tecnologica necessaria per attivare la DAD, ed è proprio qui che la presenza della scuola è fondamentale, facendo appello all’impegno, allo spirito di servizio, alla passione, all’energia e alla creatività di docenti che trovano vie alternative a favore del successo formativo degli studenti. A questo proposito, inoltre, la scuola sta monitorando il grado di partecipazione degli alunni alla DAD per conoscere il numero di coloro che non possiedono strumentazione tecnologica per cercare di dare risposte concrete al problema.

Come reagiscono gli studenti? Sono collaborativi?

Gli studenti sono collaborativi. Ma come in classe, lo sono in proporzione alla capacità del docente di coinvolgere i ragazzi e, quindi, di essere interattivo ed empatico. Quel che dovrà rimanere, alla fine di questo periodo così difficile, non dovrà essere l’aver svolto meglio o peggio un esercizio, ma l’aver mantenuto una relazione e l’aver dato un segnale di attenzione nei confronti di famiglie e alunni. In poche parole, l’aver contribuito a far vedere che il docente c’è, nonostante tutte le difficoltà, proprio per sostenere i ragazzi nelle difficoltà, per continuare il dialogo didattico-educativo e per superare la paura… insieme. Aiutare a vincere l’incertezza, la solitudine e l’isolamento sociale nonché tener conto delle emozioni dei ragazzi rappresentano il più importante insegnamento da dare agli studenti.

Il PNSD è stato una grande risorsa per l’innovazione didattica: ma in cosa si dovrebbe migliorare ancora?

Il miglioramento passa attraverso un investimento sulla professionalità dei docenti: attraverso la formazione dei docenti e la valutazione della loro capacità di utilizzare in modo appropriato gli strumenti tecnologici. È giunto il momento di rendersi conto che è questo a fare la differenza. Forse questo particolare momento storico deve far riflettere ancora di più di quanto sia importante l’uso delle nuove metodologie educative. L’Istituto Pertini Montini Cuoco, da sempre un’eccellenza per il digitale e l’innovazione didattica del territorio molisano, ha sempre creduto e crede nelle potenzialità della didattica innovativa magari utilizzata insieme alle modalità di educazione tradizionale. Due forme complementari di fare didattica e mai in antitesi perché il futuro passa dalla combinazione di diversi modi di relazionarsi con gli studenti, di stare insieme e di fare comunità.

#lascuolanonsiferma.