La scuola non si ferma. Seminari e approfondimenti anche distanza

Didattica a distanza attiva e partecipata: l'IIS Pertini- Montini- Cuoco rende gli studenti protagonisti indiscussi del loro apprendimento. Un esempio è il tema di Cristina Roman, pubblicato sulla Web Radio TV Cuoco. I loro incontri vanno avanti, nonostante tutto

In questa fase di isolamento forzato, incertezza e preoccupazione l’Istituto Pertini – Montini – Cuoco si ingegna per continuare a fare scuola accendendo una luce nella spesso fredda didattica a distanza. I docenti dell’Istituto Cuoco, ognuno per la propria materia, stanno predisponendo una serie di appuntamenti virtuali volti a far riflettere sul tema del coronavirus, a far trovare accostamenti e non con altre pandemie, che hanno infierito nei secoli passati, e a far trovare un filo conduttore tra le epidemie e i vari settori della cultura.

Dalla Peste al Coronavirus: le pandemie e la cultura” è il titolo scelto per il progetto che da continuità alle attività poste in essere dalla Web Radio TV Cuoco, programmando riflessioni per la rubrica “Parliamone al Cuoco“. E sono proprio i ragazzi dell’Istituto che attraverso la loro reazione creativa e alla loro cultura danno vita a prodotti come il tema di  di Cristina Roman, Classe 4^ B. Un elaborato dal titolo “La grande pestilenza manzoniana“, colmo di riflessioni e di riferimenti alla peste manzoniana, ben delineati con l’attualità, un tema che invitiamo tutti a leggere sulla pagina Web Radio TV Cuoco. Ne riportiamo la riflessione finale:

[…]ecco di nuovo un eco della situazione che stiamo vivendo. A distanza di quasi quattrocento anni, il problema più discusso o – più correttamente – il peggiore dei timori è quello del collasso del sistema sanitario nazionale: l’eventuale mancanza di strumenti per la respirazione assistita, sembra rappresentare il focus della prevenzione. Qualcuno ha pure ironizzato sulla differenza tra la prontezza delle autorità cinesi, che hanno fatto costruire ospedali d’emergenza in due settimane, e quelle italiane, che hanno ripiegato sulle tende per il pre-triage all’esterno dei pronto soccorso. Forse, l’ironia è un po’ macabra, ma dà spunti di riflessione. L’accostamento tra la peste e il Coronavirus non costituisce affatto un paragone scientifico, né mira a espandere una sorta di paura collettiva. Diversamente, serve a riflettere. Qui, naturalmente, ci limitiamo a degli spunti, ma vogliamo ricordare solamente che la storia è tutta un susseguirsi di avvenimenti, catastrofi, pestilenze, rivoluzioni. Questa che stiamo vivendo sembra proprio l’era in cui ci dovrebbe essere un radicale e drastico cambiamento, sia a livello ambientale sia a livello economico-politico-popolare, una sorta di “boccata d’aria” per il nostro Pianeta. Speriamo che tutta finisca come nelle fiabe e che l’umanità possa uscirne cambiata, ma in meglio“.