Animazione per anziani e bambini in casa famiglia: la può fare chiunque?

Anche l’attività ludica nel sociale richiede una corretta formazione e non si improvvisa. L’animatore oltre ad applicare le tecniche deve sapersi mettere in gioco in prima persona

Casa di Riposo Argentovivo Campobasso - Festa di Carnevale

Lavorare nel sociale, ad ogni livello e con qualunque target, significa operare a contatto con sensibilità più o meno fragili. Per questo non è possibile interagire con fasce deboli senza prepararsi a dovere e mettere in discussione se stessi. E per questo non si possono affidare compiti terapeutici o pseudoterapeutici all’improvvisazione. Anche quando esiste una incontestabile buona volontà.

Casa di Riposo Argentovivo CampobassoUno dei settori in cui invece si tende a scegliere il personale con eccessiva superficialità è l’animazione, intesa come intrattenimento ludico, per gli ospiti delle case famiglia, per anziani o per bambini e ragazzi. Quando invece la gestione del divertimento e del tempo libero mirata al benessere dell’ospite di una casa di riposo va innanzitutto programmata, in base alle condizioni, alle attitudini e anche alle preferenze dei destinatari. E poi va affidata a mani sicure e competenti, soprattutto se si tratta di minori (per i quali esistono corso appropriati di specializzazione come il Master in Tutela Diritti e Protezione Minori UNIFE).

Gestire l’animazione in una struttura, sia essa rivolta a nonni sia essa destinata a bambini, non è così semplice come organizzare una festa di compleanno o fare una sfilata di paese. Il contesto richiede innanzitutto, come in ogni altra attività, mille attenzioni e specifiche competenze: le attività di animazione devono essere sempre riconducibili ad una griglia di riferimento, ad un piano di lavoro che ha dei punti di partenza e degli obiettivi ben chiari. Così opera una struttura ben organizzata, affinché le situazioni non sfuggano mai di mano.

Ma soprattutto essere animatori significa soprattutto mettersi in gioco in prima persona, quindi ciascun operatore deve approcciarsi alle attività con l’atteggiamento giusto, con la giusta dose di empatia. D’altra parte sono queste e non altre le basi per una comunicazione vera ed efficace: l’animatore insomma non è solo colui che conosce una serie di tecniche, ma è anche e soprattutto una persona che vuole comunicare, nello spirito del genuino servizio, la sua vicinanza e la sua comprensione alla persona che le è stata affidata.

Animazione per anziani e bambini in casa famigliaE qui oltre al concetto di vicinanza entra in gioco quello di ascolto, sul quale tutti gli esperti puntano, nella formazione, per la riuscita di un corretto accompagnamento: la vera comunicazione è un canale a doppio senso e l’animatore di una realtà del sociale dovrà essere capace ad attivare questo flusso di informazioni biunivoco, cercando di far funzionare soprattutto quello per lui in entrata. Senza questo presupposto ogni tipo di vicinanza o di accompagnamento porterà benefici limitati nel tempo e non darà vita ad un vero e proprio cammino di apertura da parte dell’anziano o del bambino verso un liberatorio benessere interiore.

(Nelle fotografie la festa di Carnevale organizzata dagli operatori dell’Asilo senile Argentovivo di Campobasso)