100 VOLTE DONATORE, L’ESEMPIO DI PINO VIGLIONE

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100 VOLTE DONATORE, L’ESEMPIO DI PINO VIGLIONE

Giuseppe Viglione, conosciuto come Pino, ha cinquantacinque anni, vive a Petrella Tifernina e da quando ha 18 anni é un donatore Avis, iscritto presso la sezione del suo paese. Da qualche giorno Pino ha raggiunto un traguardo importante e nobile: la centesima donazione. Si tratta del primo traguardo del genere per la sezione del paese.
La sezione Avis di Petrella Tifernina, di cui Pino é anche socio fondatore, esiste dal 1978 e ad oggi conta un centinaio di iscritti. Ha sede in Piazza Umberto I, presso un locale messo a disposizione gratuitamente da un libero professionista del posto. Ogni anno i soci- donatori mettono in campo tante iniziative per unire momenti ricreativi e conviviali con lo scopo più importante di sensibilizzare la collettività rispetto all’importanza di diventare donatori di sangue. Ma perché raccontare la storia di Pino Viglione? Vogliamo farlo per diffondere un messaggio di solidarietà e sensibilità, che appunto Pino si impegna a trasmettere con il suo esempio e il suo impegno nell’associazione. Come egli stesso ci ha raccontato, per lui la scelta di diventare un donatore di sangue é stata motivata dalla volontà di fare qualcosa per la collettività; ci dice infatti “ognuno deve dare qualcosa di se stesso agli altri, c’é chi può dare un aiuto economico, chi può dare un indirizzo in un altro senso e io, che fortunatamente sono sempre stato bene e in salute, ho scelto di donare il mio sangue, per aiutare chi ne ha necessità”. Si percepisce una grande umanità nelle parole di Pino, che, parlando del suo traguardo per la centesima donazione, aggiunge “la centesima donazione é uguale alla prima, il “premio” per me é questo grande riconoscimento da parte delle persone intorno a me e soprattutto la gratitudine che mi dimostrano”, tra cui anche quella del Sindaco di Petrella Tifernina, Alessandro Amoroso, che ha diffuso in prima persona la notizia della centesima donazione di Pino Viglione, ringraziandolo ufficialmente per il suo impegno e il suo esempio, affinché possa essere da sprone per i giovani a fare altrettanto. Nel gruppo, infatti, come ci ricorda anche il protagonista della storia che stiamo raccontando, c’é bisogno di un ricambio generazionale, i giovani devono fare la loro parte in questa continua maratona di solidarietà. Ringraziando anche noi Pino per la sua generosità e per il suo grande senso di impegno per la collettività, vogliamo chiudere con un aneddoto che ci ha raccontato lui stesso, dicendoci “mi trovavo a Campobasso a donare al centro trasfusionale e mentre ero lì, cercando di mantenere sempre alto l’umore anche delle persone intorno a me, mi si avvicina un signore e mi dice: la voglio ringraziare perché se mio figlio é vivo é anche grazie a lei, che dona il suo sangue per salvare gli altri, grazie. Il grazie di quel signore é stato al tempo stesso una ricompensa per il mio impegno e uno stimolo a fare sempre di più”.