Campobasso. Studenti-operatori nella casa per anziani, l’alternanza che funziona

Positiva l’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro per l’Istituto V. Cuoco di Campobasso i cui studenti stanno operando nella casa di riposo Villa Anna

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villa anna pasqua 2018

Avvicinare i giovani delle scuole superiori alla terza età attraverso l’alternanza scuola lavoro non è un semplice obbligo scolastico da adempiere ma una prova di crescita personale e lavorativa. Così si può definire l’esperienza delle classi terze e quinte dell’Istituto Professionale V. Cuoco di Campobasso che stanno svolgendo il loro tirocinio scolastico nella casa di riposo Villa Anna.

Ci vanno quattro volte alla settimana accompagnati dal tutor e accolti dalle due responsabili, Francesca Novelli e Carmela Fornaro, fermandosi per tre ore e mettendo in pratica una teoria fatta in classe che sul campo ha assunto toni del tutto nuovi. Perché si sono immersi appieno nel loro compito, facendo enormi passi avanti sul piano formativo, ma soprattutto realizzando piccoli miracoli negli anziani amici che ora li aspettano sempre con ansia.

Insieme agli operatori i ragazzi sono di supporto nei vari laboratori e vanno forte in musicoterapia, clownterapia, giochi e altre attività laboratoriali come lavori manuali, cartelloni, oggetti di Pasqua e uova dipinte. Ma non solo. In base alle loro competenze e alle proposte da essi stessi giunte hanno portato nella casa una ventata di novità con la manicure, l’estetica, le acconciature e soprattutto tanta gioia di vivere che i nonni hanno apprezzato anche un po’ assorbito.

“Si sono verificati quelli che per noi sono piccoli miracoli – ci spiega Francesca, l’assistente sociale – una delle nostre signore che raramente reagisce agli stimoli musicali con loro si è messa a cantare, altre persone che tendono ad isolarsi e a limitarsi a poche parole hanno dato vita a simpatiche conversazioni che noi non ci saremmo mai aspettati”.

Un percorso certo non improvvisato dalla scuola, dove i ragazzi hanno approfondito le conoscenze teoriche. E non improvvisato neanche da loro stessi, che hanno attivato un inserimento graduale non traumatico nel gruppo anziani, chiedendo informazioni e dandone, avvicinandosi piano piano ad un mondo così lontano per quella età. Il progetto e le attività vengono concordati passo dopo passo con i responsabili e se i ragazzi di quinta, non nuovi all’esperienza, sono passati più velocemente alla pratica e alle attività, quelli di terza, inizialmente più timidi, sono riusciti comunque in poco tempo a sviluppare una grande empatia che si è rivelata salutare soprattutto per i malati di Alzheimer.

“Per tanti dei nostri nonni questi ragazzi sono ormai come fasci di luce nella mente offuscata – aggiunge Francesca Novelli – Per loro è rivedere parte del loro passato, sono diventati protettivi, li associano ai nipoti, molti tornano bambini insieme a loro e soprattutto quando ci sono i ragazzi stanno davvero bene. I giovani sono una grande risorsa, sempre. Anche i più introversi nei primi momenti erano titubanti nell’approcciarsi agli ospiti, ma il primo sorriso sbocciato ha messo in fuga ogni timore aprendo le porte della vicinanza e dell’affetto”.

E anche questa mattina è stata carica di risate: la giornata continua e quanto prima i giovani animatori torneranno nella struttura per portare colori e freschezza, accompagnando ospiti ed operatori fino a giugno. Operazione riuscita, si può dire, perché la vita è fatta di tante materie…