COME FRONTEGGIARE UN LUTTO?

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COME FRONTEGGIARE UN LUTTO?

La morte del proprio compagno di vita è una delle perdite più dolorose. Nulla è come prima, ci si sente persi incapaci di cavarsela da soli, disorientati, spaventati da ciò che avverrà successivamente. Ritrovarsi senza la persona con cui si è trascorsa parte di vita e scambiato un sostegno affettivo, emotivo e fisico, obbliga ad affrontare emozioni estremamente dolorose a sostenere inevitabili cambiamenti, a rinunciare alle aspettative della vita in compagnia del nostro amore. Non ci sono regole su come ci si dovrebbe sentire. Non esiste un modo giusto o sbagliato di piangere. Spesso chi resta può sentirsi in colpa per essere ancora vivo o arrabbiato con l’altro coniuge per averlo lasciato, oppure può provare invidia e rabbia verso chi non è toccato dal dolore del lutto o verso persone poco sensibili e attente nei propri confronti. Tali sentimenti sono normali. Le persone che sono in lutto spesso piangono facilmente e possono avere disturbi del sonno, scarso interesse per il cibo, problemi di concentrazione, difficoltà nel prendere decisioni. S tende a vivere il lutto in silenzio e in solitudine. Con l’inizio della vedovanza ci ricadono ruoli nuovi da farci sentire carichi di responsabilità. Ad esempio è terribilmente gravoso per chi rimane diventare l’unica fonte per la famiglia. Spesso se il coniuge scomparso era giovane, ci si trova a dover far fronte non solo alla propria sofferenza ma anche a quella dei figli. Le persone più anziane, che si ritrovano a vivere da sole, possono sperimentare un senso di grande fragilità e isolamento ed è anche comune che si sentano in pericolo e spaventate. E’ importante continuare a coltivare amicizie, cercare contatti con i familiari in precedenza trascurati e con i vicini i casa, frequentare luoghi in cui è possibile incontrare persone, fare nuove conoscenze ed avere nuove opportunità. Con la morte del coniuge si creano molti vuoti nella vita di chi resta, che col tempo si può cercare di colmare. Ciò non significa dimenticare la persona perduta. Non si ha un tempo preciso per elaborare il lutto, il tempo necessario per sentirsi meglio non è una misura per valutare l’amore per la persona amata. Col passare del tempo, si può ancora sentire la perdita del coniuge, ma per la maggior parte delle persone, l’intenso dolore diminuirà. E’ fondamentale non rifuggire e contrastare le emozioni che si vivono, ma prenderle in considerazione per riconoscerle e renderle dicibili prima a se stessi e poi agli altri, in questo modo diventa pian piano possibile mutare il rapporto con le proprie emozioni e non esserne totalmente invasi. È importante cercare di non trascurare la normale quotidianità come ad esempio preparare i pasti, riposare, seguire i figli, riprendere il proprio lavoro, vedere qualche persona che può condividere e comprendere la fatica e il dolore che si sta vivendo. Nei primi tempi del lutto è normale e frequente che le persone sentano di non aver più voglia di vivere, che non riescano a riprendere le normali attività quotidiane, che si sentano avvilite pensando persino al suicidio. Per alcune persone, il dolore causato dalla perdita può andare avanti così a lungo da diventando malsano. In questo caso è importante rivolgersi ad uno psicologo.