Videosorveglianza nelle case di riposo, l’opinione di chi ci lavora

La legge per l'obbligo dei sistemi di controllo è in Parlamento e prevede un investimento economico pari a circa 5 milioni di euro

argentovivo videosorveglianza

La Liguria non ci ha pensato due volte e con una delibera di giunta ha reso obbligatoria l’installazione di sistemi di videosorveglianza nelle strutture sociosanitarie che ospitano anziani o persone disabili. L’atto è stato redatto ed approvato nella ferma convinzione che si tratti di un passo avanti importantissimo nell’interesse non solo degli anziani e dei disabili anche psichiatrici ospiti delle strutture, ma anche degli operatori.

E mentre la Lombardia si sta muovendo allo stesso modo, cioè in autonomia, a fine ottobre è passata alla Camera dei Deputati la proposta di legge nazionale che porterà nell’intero Paese lo stesso messaggio. In cantiere sono stati messi 5 milioni di euro che serviranno, qualora la legge passi anche al Senato, per l’acquisto di strumenti e materiali per l’installazione.

Le famiglie di persone che nelle case famiglia per la terza età hanno i loro parenti sono chiaramente favorevoli a questo provvedimento. Ma che cosa ne pensano le case di riposo e le case famiglia per anziani? Quanti questa scelta la considerano un’intromissione, un condizionamento, nel lavoro degli operatori e una violazione dell’intimità degli ospiti? E quanti invece pensano sia una garanzia per entrambi i fronti?

Casa di Riposo Argentovivo CampobassoNe parliamo con Carmen Di Cristofaro, responsabile dell’asilo senile Argentovivo di Campobasso, che ospita persone anziane, molte affette da demenza senile, in regime diurno o residenziale.

Sono già diversi anni che all’Asilo Senile Argentovivo c’è un sistema di video sorveglianza autorizzato interno ed esterno” ci spiega la Di Cristofaro a testimonianza del fatto che non solo è favorevole alla legge ma che in qualche modo l’ha applicata anche senza che essa fosse stata varata.

Le telecamere – aggiunge – sono posizionate esclusivamente negli ambienti comuni e non c’è violazione di privacy per nessuno, le registrazioni si sovrascrivono in 24 ore e sono visionabili solo dal responsabile del trattamento autorizzato“.

Ma quali motivi portano una struttura a dotarsi in maniera autonoma di un sistema di controllo?

Innanzitutto la nostra scelta non è stata, diciamo così, calata dall’alto dai responsabili ai dipendenti, ma è stata condivisa con tutta l’equipe di lavoro – aggiunge la responsabile di Argentovivo – La motivazione risiede nell’esigenza innanzitutto nostra di tutelare la sicurezza degli anziani, di noi operatori e dei visitatori. Sicurezza che scaturisce dal fatto che il sistema di videosorveglianza diventa anche uno strumento chiarificatore per le diverse situazioni“.

Per esempio?

Prendiamo l’esempio di un anziano in fase di wandering, un comportamento che può manifestarsi in un malato di Alzheimer e che spesso lo porta a lasciare le sicure mura domestiche ad orari casuali. Questa persona dunque potrebbe tentare di uscire dalla struttura e comunque spostarsi in maniera non razionale: un sistema di sorveglianza eviterebbe pericolose conseguenze. Ma non solo. Prendiamo il caso di un’eventuale caduta di un anziano: la registrazione video di quanto accade dentro la struttura ci permetterebbe di capirne la dinamica e quindi la causa, con successivi interventi adeguati. Le immagini, insomma, permettono di esaminare le dinamiche degli interventi in emergenza ed agevolano la verifica dell’efficienza e dell’efficacia delle procedure e dei protocolli adottati. Per situazioni di questo tipo la videoregistrazione aumenta la possibilità per noi operatori di fare chiarezza sul nostro agire che purtroppo è sempre sotto la lente d’ingrandimento!“.

Dunque nessun timore di essere eventualmente controllati da verifiche esterne o di sentirsi meno liberi, meno spontanei nell’agire quotidiano…

Assolutamente no, anzi. A noi non cambia nulla, ma soprattutto le telecamere aumentano il senso di protezione percepito dagli anziani e non meno da noi – spiega ancora Carmen Di Cristofaro – Ogni tanto qualche ospite mi chiede di controllare se è entrato qualcuno, affermando di aver sentito strani rumori nella notte… Possono aver sognato, ma se io voglio stare tranquilla posso controllare. Ma soprattutto quelle immagini raccolgono tutto ciò che avviene di meraviglioso nella quotidianità: anziani che si aiutano tra loro e collaborano con gli operatori, la nascita di nuove amicizie e di nuove relazioni, scene di grande tenerezza che generano forti emozioni, il brulicare di vita attiva, che probabilmente, in altri contesti esisterebbe“.

E il “discreto” occhio delle telecamere diventa così testimone di vita, un vita che nelle case per anziani, seppur con limiti e difficoltà, cerca comunque di non farsi mancare nulla.