Autismo tra co-housing, parent training e legislazione regionale. Il punto a Rimini

72
Autismo

Si è tenuto venerdì 19 gennaio, presso la sala del Buonarrivo della Provincia di Rimini, il previsto incontro sui disturbi dello spettro autistico nella legislazione regionale. Nel corso del dibattito tra professionisti e stakeholder, introdotti dall’Assessore del Comune di Rimini Mattia Marolli, sono emersi interessanti spunti di riflessione che hanno consentito a tutti gli intervenuti di potersi confrontare sui molteplici aspetti che interessano la sfera dell’autismo.

Ad aprire l’incontro il dott. Amedeo Corsi che ha introdotto l’argomento inquadrando il problema in termini qualitativi per sottolineare in maniera propositiva la necessità di rendere operativa la normativa nazionale attraverso leggi, programmi e azioni a livello regionale per assicurare diagnosi precoce, precoce presa in carico, corretto supporto ai soggetti portatori di questa problematica.

Gli interventi delle due referenti regionali del Molise ed Emilia-Romagna hanno consentito di incrociare le differenti esperienze regionali al fine anche di compendiarle e renderle maggiormente operative. In particolare è stata molto apprezzata l’avvocato Alberta De Lisio,dirigente della DG Salute della Regione Molise, che ha evidenziato gli aspetti innovativi della legge regionale n° 16/2017 sottolineando come siano messe a sistema sia le azioni a sostegno dei percorsi di parent training e di co-housing a beneficio dunque delle famiglie e della indipendenza delle persone con disabilità, nonché gli interventi per i soggetti adulti portatori di DSA.

La dottoressa Ferri della regione Emilia Romagna ha poi definito il quadro normativo regionale e le pratiche già da tempo adottate nella nostra regione che forniscono servizi di eccellenza e costituiscono anche una solida base per implementare alcune buone pratiche, orientandosi soprattutto sui percorsi di formazione di tutte le professionalità coinvolte e su quelli che coinvolgono la difficile transizione dall’età scolare a quella post-adolescenziale fino all’età adulta delle persone con questi disturbi.

Dai lavori, seguitissimi, è emerso altresì il ruolo determinante della famiglia ma soprattutto degli educatori, dei pediatri di libera scelta e della loro azione coordinata finalizzata alla diagnosi precoce di questi disturbi e a promuovere azioni in grado di dare risposta ai loro bisogni spesso differenziati fra loro, oltre all’aspetto fondamentale della formazione professionale degli educatori e degli insegnanti di sostegno e dell’importanza di una loro sinergia con le famiglie e le associazioni di riferimento come anche emerso dalle sollecitazioni negli interventi del pubblico nel corso del dibattito.

A questo proposito ha destato altresì grande interesse e condivisione la prevista istituzione, nella legge  della regione Molise, della consulta delle associazioni come strumento armonizzatore e di supporto alle azioni e ai programmi. È stata una giornata di lavori dove il Molise ha fatto da conduttore e da riferimento anche per tenere altro il livello del confronto e della proposta.