Autismo nei bambini, un linguaggio c’è e va interpretato

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Autismo, sono un bambino anche io

É il risultato di una ricerca condotta da alcuni studiosi inglesi e riportata da Repubblica.it a rivelare che nei bambini autistici ci sono suoni, gesti, capricci con cui loro comunicano con il mondo esterno e che tali segni possono essere interpretati per entrare in contatto con loro e addirittura per far sì che attraverso il dialogo la malattia possa regredire, nel senso che i sintomi che essa manifesta possono essere meglio individuati e affrontati. Nell’ambito del progetto denominato “Pact” i ricercatori hanno preso in esame un campione di 152 bambini tra i due e i quattro anni e hanno osservato per un anno il loro modo di rapportarsi con i genitori i quali sono stati poi chiamati ad un periodo di formazione, durato sei mesi, per imparare ad osservare bene e cercare di interpretare il significato dei comportamenti e dei segnali dei loro figli. La ricerca ha così mostrato che vi sono stati dei miglioramenti nelle relazioni sociali. L’obiettivo dei ricercatori é comunque quello di anticipare il più possibile la diagnosi così da poter intervenire quando il cervello é ancora plastico e ricettivo.