Campobasso, aprono casa rifugio e centro antiviolenza regionale

Istituzioni in rete per salvare donne vittime di violenza. Si parte ad ottobre

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Campobasso, aprono casa rifugio e centro antiviolenza regionale

Una casa rifugio capace di accogliere ed assistere le donne vittime di violenza, più un centro regionale di ascolto e di indirizzo. E’ l’operazione che prenderà il via a Campobasso il primo ottobre: un progetto integrato realizzato dall’Ambito territoriale sociale di Campobasso in collaborazione con gli altri sei, insieme all’associazione BeFree, che in materia vanta una notevole esperienza, e ad un vasto partenariato. Circa 220mila euro l’investimento in guida e sostegno a donne e bambini in difficoltà, una somma proveniente in parte (120mila) da un avviso pubblico della Regione e in parte da cofinanziamento.

“Calcolate che su dieci interventi che compiamo sul territorio – ha dichiarato il Questore di Campobasso Raffaele Pagano – cinque riguardano casi di violenza tra le quattro mura. Per questo la Polizia, dotata di personale specializzato e partner del progetto, è molto vicina al mondo del sociale, per lavorare sempre più di prevenzione e meno di repressione”.

L’avvio del progetto è esito di un lavoro di squadra che ha messo attorno ad un tavolo tutte le istituzioni che toccano la vicenda della donna vittima di violenza, così come chiede la legge che da 16 anni ha riformato il settore (la 328 del 2000). Per coprire l’intero territorio regionale ogni ambito territoriale avrà un operatore con formazione specifica pronto ad accogliere e gestire il caso insieme all’intera rete.

“Dal primo ottobre casa rifugio e centro antiviolenza saranno attivi – spiega Oria Gargano, responsabile di BeeFree – Sarà possibile prendere appuntamento per incontrare il personale ed analizzare o affrontare un problema. Le donne più in difficoltà verranno accolte nella casa rifugio con eventuali bambini. Qui saranno sostenute e seguite, nonché aiutate a reinserirsi in maniera autonoma nella società”.

Fondamentale la gestione integrata: “Faremo incontri di rete perché ogni competenza agisca in accordo con le altre per far emergere le situazioni, spesso nascoste dalle stesse vittime – spiega ancora la Gargano – Obiettivo sarà inviare al centro antiviolenza chi ha bisogno di aiuto. Non sarà semplice, ma la nostra esperienza nei diversi centri che gestiamo in Italia ci dice che con la costanza e le giuste competenze nei posti giusti i risultati si raggiungono”.

Ad esporre il progetto a Palazzo San Giorgio questa mattina per il Comune di Campobasso c’era l’assessora Alessandra Salvatore, accompagnata dalla funzionaria Raffaela Rosa. Per la Asrem era presente Giovanni Di Giorgio.