ABBATTERE LE BARRIERE, QUALI I FONDI DISPONIBILI?

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Disabili

Quando si parla di barriere architettoniche è difficile trovare qualcuno che non sia d’accordo con la necessità di abbatterle e rendere gli spazi realmente fruibili a tutti. Questo almeno é ciò che tutti pensano. Tuttavia, quando si passa sul piano dell’attuazione di questo principio le cose iniziano a complicarsi e a diventare di difficile applicazione. Addentrandosi poi sul piano normativo e delle responsabilità in materia di abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati a beneficio di soggetti disabili la questione diventa ancora più controversa. La normativa di riferimento è la legge 13/89 che ha istituto un fondo ad hoc per finanziare tali interventi nelle abitazioni e negli altri edifici privati. Tuttavia si fa subito ad accertare che tale fondo non viene finanziato dallo Stato dal 2000 rimandando alle Regioni e ai Comuni l’onere di provvedere all’erogazione dei contributi necessari alle ristrutturazioni nel caso in cui i bilanci regionali o comunali abbiano capienze a disposizione. Negli ultimi cinque anni, stando ad un articolo del Sole 24 Ore, le Regioni hanno provveduto ad erogare 150 milioni di euro a favore di persone disabili che hanno effettuato opere di adeguamento delle loro abitazioni per renderle maggiormente fruibili in funzione delle loro ridotte capacità motorie. Questo é stato possibile o perché, come già anticipato, ci sono regioni che hanno nei propri bilanci sufficienti budget da destinare a tale scopo oppure perché ci sono regioni che non hanno ancora esaurito i fondi precedentemente erogati dallo stato fino al 2000 grazie alla legge 13/89. In realtà però ogni anno le Regioni stanno continuando ad inviare il fabbisogno di interventi necessari così come rappresentato dai Comuni, che raccolgono le istanze dei cittadini che necessitano di contributi per l’adeguamento di case e altri edifici ad uso privato, come per altro stabilito dall’ art. 11 della sopracitata legge.
Guardando alla realtà del Molise abbiamo accertato che dal 2001 al 2004 la Regione ha erogato contributi per 174.139,60€ a fronte di un fabbisogno di 405.435,87€ per la presa in carico di 94 domande di contributo. Ma, come precisato dagli uffici regionali competenti, tali contributi sono stati concessi ai soggetti beneficiari in virtù di economie che si erano realizzate negli anni precedenti e ridistribuiti proporzionalmente in base alle richieste e non perché ci siano stati nuovi trasferimenti da parte del Ministero dei Lavori Pubblici cui la legge 13/89 ha delegato la gestione del fondo. Ad oggi, considerando l’arco temporale 2005/2015, si registra un fabbisogno regionale di 1.157.891,00€ per un totale di 253 domande pervenute alla regione dai comuni molisani. Una cifra che comunque esiste solo sulla carta e che non trova corrispondenza o attuazione in una progettualità effettiva perché il fondo in questione non ha alcuna copertura finanziaria.
La situazione appare alquanto paradossale poiché così facendo si rischia di illudere i soggetti a cui questi contributi effettivamente spettano facendoli attendere invano qualcosa che probabilmente non otterranno mai. É forse il caso di rivedere il tutto e non perdere di vista che i soggetti disabili hanno effettiva necessità di ottenere un’attenzione reale rispetto a quelle che sono le loro necessità del vivere quotidiano.