Autismo, ‘Io sono speciale’ cresce e conquista i sorrisi di tante famiglie

Il Centro di Campobasso accoglie bambini autistici da tutto il Molise e anche da fuori. Procede con la forza dei risultati forniti dal metodo Aba e guarda al futuro con la speranza di dare risposte anche agli adulti

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io sono speciale

Ne ha fatta di strada, e con grande coraggio e determinazione, il centro per l’autismo di CampobassoIo sono speciale“. Non è stato semplice partire, ma una volta intrapresa la strada il gruppo di professionisti ed operatori ha continuato grazie al conforto dei risultati.

Nicola Maddalena, che coordina l’insieme senza mai perdere la determinazione ed il sorriso, ci mostra la nuova sede che si trova dietro il Cinema Maestoso, nella zona industriale di Campobasso. Conquistata grazie all’aiuto di un benefattore che ha voluto fare la sua parte, ha dei locali belli e molto ampi, 600 metri quadri concessi all’associazione no profit a costi sostenibili.

STANZA SPECCHIOD’altra parte non è proprio una passeggiata attivare un centro che offre appoggio a tante famiglie che hanno la sfortuna di avere in casa un bambino autistico e gestire un contributo in termini professionali non da poco: sei psicoterapeuti tutti molisani che oggi seguono costantemente e con grande dedizione 25 bambini.

In questi due anni, soprattutto tra le famiglie, di sorrisi ne sono tornati tanti. “Abbiamo visto bambini conquistare parametri di vita quotidiana pressoché normali, genitori felici nel vedere i loro figli raggiungere livelli di autonomia impensati – ci spiega Nicola – E oggi con questi spazi possiamo potenziare le nostre risorse materiali, a partire dagli strumenti a disposizione degli operatori”.

Io sono speciale infatti si è dotato anche di strutture aggiuntive come la stanza che permette l’osservazione inconsapevole del bambino o spazi comuni per terapie volte alla socializzazione. Da due anni a  questa parte di strada ne è stata fatta tanta (cfr articolo del Colibrì dopo l’avvio), in totale autonomia grazie al contributo delle famiglie interessate. “Il servizio è sostenuto dai privati, non possiamo fare altrimenti – aggiunge Nicola – Però è anche vero che ci sono fondi statali ai quali possono attingere e per aiutarli ad ottenerli ci mettiamo anche a disposizione per le pratiche: così tra un accompagnamento ed un sussidio chi vuole, bene o male, la spesa per la terapia riesce a coprirla… E’ una questione di scelta: dipende da come si vogliono spendere quei soldi”.

FRASEAlla base del percorso c’è sempre il metodo Aba, per il quale la formazione degli operatori è permanente grazie a Centri di valenza nazionale come l’IRFID di Ottaviano (NA), che sull’argomento viaggiano ad alta velocità. “Non stiamo parlando di percorsi d’opinione – aggiunge Nicola – ma di un metodo basato su una precisa raccolta dei dati, su uno studio preciso che propone un approccio assolutamente oggettivo. Sono arrivati da noi bambini che per anni ed anni erano andati avanti con farmaci e psicomotricità, con risultati minimi o inesistenti. Il metodo Aba è invece una terapia comportamentale che si è rivelata molto efficace perché punta a ridurre i comportamenti disfunzionali e a promuoverne altri appropriati”.