Bimbi con disabilità: ecco i baby-xitter, preparati per superare limiti e paure

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disabilità Irene La China ok

Saranno dieci i primi baby-xitter del Molise ed entreranno in azione, non appena terminato il corso, in supporto alle famiglie con un bambino disabile.

Chi sono i baby-xitter? Sono assistenti specializzati ad affrontare situazioni di emergenza che possono verificarsi nella gestione di una situazione più complessa come la presenza di disabilità. Sono babysitter a tutti gli effetti, pagati con gli stessi canoni di quelli comuni, ma con una specializzazione in disabilità.

L’iniziativa, che ha per caposaldi l’innovazione e la rete, fa parte del progetto del Cnis (Coordinamento nazionale insegnanti specializzati) e del Cdh (Centro documentazione handicap) presentato ieri mattina dall’assessore regionale alle Politiche sociali Luigi Mazzuto, dal Presidente del CSV Molise Gianfranco Massaro e dall’ideatore e presidente dell’associazione Baby-xitter di Torino, Gianni del Corral. Alla presentazione c’era anche il dirigente regionale Michele Colavita essendo il progetto finanziato dalla Regione Molise (decreto legislativo 3 luglio 2017, n 117 e ss.mm. “Codice Terzo settore”).

Si tratta di un’iniziativa completamente nuova per il nostro territorio, ma di grande supporto a tante famiglie che ogni giorno hanno a che fare con la gestione della disabilità. Un aiuto in termini di organizzazione familiare e di carattere picologico soprattutto: il baby-xitter permetterà ai genitori del bambino di prendere del tempo per se stessi e quindi di affrontare con meno stanchezza e quindi maggiore serenità tutti gli altri momenti che vivono con i loro figli.

Una figura, insomma, che va ben oltre l’assistente familiare e che è diventata, laddove è stata già introdotta, un membro della famiglia a tutti gli effetti.

“Il genitore di un bambino disabile – ha spiegato Gianni del Corral, ideatore e promotore del progetto – assume nel tempo numerosi ruoli, diventa assistente, psicologo, logopedista e fisioterapista…fa un po’ di tutto perché deve riportare al figlio le indicazioni ricevute dal professionista di supporto. E tutti questi oneri spesso tolgono alle famiglie le forze per assolvere con il giusto entusiasmo tutte le funzioni di semplici genitori. In molti casi la figura del baby-xitter è stata collocata per esempio nel supporto agli esercizi di logopedia, in genere affidati ai genitori: per il bambino l’esercizio è diventato più leggero perché fatto insieme ad un amico, per i genitori si è creato un momento di riposo per rigenerare le enrgie”.

Questo è solo un esempio degli scogli che si possono superare con un intervento di questo tipo, ma l’iniziativa va ben oltre: in Piemonte dove si opera già da tempo si è creato un gruppo di ragazzi che insieme ai cosiddetti normodotati vive regolarmente iniziative di crescita e di divertimento, per il bene di tutti, famiglie e bambini disabili.

Partirà a gennaio con la formazione quella che è stata definita la prima iniziativa del genere per l’intero Centro-Sud, un primo passo per estendere il più possibile sul territorio questa nuova ancora di sostegno e solidarietà.

Per informazioni sul corso e dettagli contattare lo 0874.61069, email cniscb@gmail.com.

(foto in evidenza di Irene La China Photographer)