Le barriere viste dalla sedia a rotelle: Gabriella e Campobasso, amore a metà

pedane reggio GABRIELLA

L’iniziativa si chiama “Non sono perfetto ma sono accogliente” ed è stata promossa dal Comune di Reggio Emilia e dalle Farmacie comunali riunite attraverso il progetto di mandato ‘Reggio Emilia città senza barriere’: 68 negozi del centro storico hanno dunque scelto di eliminare le barriere architettoniche per diventare accessibili a tutti.

A tutti i negozi che hanno aderito sono stati offerti una consulenza gratuita in merito all’accessibilità dei propri spazi, un vademecum per migliorare la capacità di accoglienza e la propria professionalità, la vetrofania di negozio accogliente e ove possibile una rampa mobile da posizionare a richiesta e un campanello esterno di chiamata: 32 le rampe mobili consegnate, 47 i campanelli montati. Infine tutti gli esercizi aderenti sono stati inseriti in una sezione del portale Città senza Barriere.

Un bel progetto che potrebbero riproporre altri Comuni in favore delle persone con disabilità che spesso si adeguano a situazioni scomode o impossibili da superare. Ne abbiamo parlato con Gabriella Palladino, una giovane di Campobasso costretta a muoversi in sedia a rotelle ma piena di grinta e di voglia di partecipare alla vita della città. Le abbiamo chiesto un quadro generale del luogo in cui vive in merito alle barriere architettoniche.

La situazione a Campobasso per me non è delle migliori, soprattutto in centro – ci spiega – La maggior parte degli ingressi ha gli scalini… Il punto è che i negozi per legge devono pagare il suolo pubblico per poter mettere uno scivolo ed è un costo che giustamente spesso non possono sostenere, viste le tasse elevate che hanno già a loro carico”.

In effetti il Comune di Reggio Emilia ha superato questo problema con le pedane amovibili, che in un gesto di accoglienza e cortesia vengono aperte quando il cliente in sedia a rotelle deve entrare e poi vengono rimosse. Ma quanto è difficile muoversi oggi in autonomia per una persona disabile?

“Sebbene i tempi siano decisamente migliori rispetto al passato per noi è ancora difficile perché non solo i negozi hanno barriere ma anche vari uffici. A metterci poi un ulteriore carico ci sono anche i marciapiedi sconnessi o privi di scivoli, sebbene nelle vie centrali ci siano – aggiunge Gabriella – Ma la cosa peggiore è l’assoluto menefreghismo di tanti incivili che parcheggiano davanti agli scivoli rendendoli quindi completamente inutili!”.

Ci sono poi la quotidianità della spesa o il piacere dello shopping… “Alcuni centri commerciali hanno iniziato a mettere carrelli per disabili, anche se poi passare dai tornelli può essere difficile e prendere la maggior parte dei prodotti impossibile. Quanto alla mobilità io e il mio ragazzo Giuseppe ci siamo attivati in passato per l’accesso ai treni alla stazione ferroviaria, dove non veniva attivato il servizio per far salire un disabile sul convoglio. Quella battaglia l’abbiamo vinta ma c’è ancora tanto da fare e noi spesso ci sentiamo soli. Eppure ti assicuro che di disabili qui ce ne sono tanti”.

L’importante è non demordere e non perdere di vista l’obiettivo di una città sempre più a misura di tutti. Provare poi a replicare l’esperienza di Reggio Emilia nei nostri comuni potrebbe essere tutt’altro che una cattiva idea.