LORENA ZICCARDI: TUTTO IL BELLO DELLA MIA VITA

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BASKET IN CARROZZINA, LORENA ZICCARDI È ENTRATA NELLA NAZIONALE

A conoscerla bene vien da dire che il titolo nazionale di basket in carrozzina sia solo un dettaglio per poterla definire campionessa. Perché Lorena Ziccardi, 32enne campobassana, è campionessa di simpatia, di tenacia, di positività e di professionalità. A causa di una malformazione congenita alla gamba lei porta una protesi dalla coscia in giù, motivo che l’ha portata quasi per caso ad entrare nel mondo del basket in carrozzina dove ha riscosso un enorme successo inaspettato, motivo di orgoglio per l’intero Molise.
In forza alla Fly Sport Inail Molise da poco è entrata ufficialmente nella Nazionale azzurra: una conquista sudata e raggiunta con grande determinazione. Ad aiutarla un carattere forte e solare, quello che l’ha portata a valorizzare al meglio le sue potenzialità e a diventare esempio di vita per tanti giovani come lei.
Assistente sociale, educatrice, counselor, esperta in tematiche legate alla disabilità, Lorena possiede una lunga esperienza maturata in comunità di recupero per tossicodipendenti e alcolisti. Conduce gruppi di sostegno e di prevenzione del disagio sociale con tossicodipendenti, detenuti e adolescenti. E non sa che cosa sia la disabilità, se non un limite da superare.

Da quanto giochi a basket Lorena?

“Non ci crederai, ma solo da un anno e mezzo. Ho iniziato per puro caso, ho provato, invitata da amici. Non avrei mai pensato di mettermi a correre dietro a una palla seduta in carrozzina. Ho provato, anche per curiosità. Inizialmente ho fatto i conti con una realtà nuova, con ostacoli che non avevo messo in conto. Forse è stata proprio la sfida verso ciò che non conoscevo a farmi appassionare e a portarmi a dare sempre di più, per me stessa innanzitutto”.

Dopo gli Europei di Worcester ti stai preparando alle prossime competizioni del 2017. Alla recente festa regionale dello Sport, al Savoia di Campobasso, ti abbiamo vista rispondere col tuo immancabile sorriso alle domande di tanti giovani. Da dove arriva questa carica?

“Dalla soddisfazione per aver percorso tanta strada. Non me ne sono accorta, tutto è successo in maniera naturale. Io ho sempre e solo puntato a dare il meglio di me, il resto è venuto da solo. La maglia azzurra è pero anche una bella responsabilità: ho voglia di lavorare e di sacrificarmi per meritarmi fino in fondo questa convocazione, lo devo a me stessa ma anche a tutti coloro che hanno sempre creduto in me”.

Oltre alle ore dedicate agli allenamenti c’è poi il lavoro…

“Lì la fatica è doppia, ma ci metto la stessa tenacia. Dopo 9 anni di lavoro in una comunità che si occupa di dipendenze sono stata costretta a licenziarmi, a malincuore. Ma questo mi ha dato la possibilità di aprire nuove prospettive e sperimentarmi in cose nuove… Adoro mettermi alla prova, la staticità non mi piace. Così con due amici ex colleghi, la psicologa di Petacciato Lucia Catinaro e il sociologo Davide Di Ienno di Lanciano, ho avviato un centro a Lanciano di sostegno al disagio, con un occhio speciale ai minori. Si chiama SocialMente ed è un centro specializzato in servizi psicologici e sociali. Siamo tre persone caratterialmente diverse, con doti, professionalità e passioni diverse, ma con una comune e forte voglia di creare, di immergersi appieno nel sociale, di sognare che si può!”.

Non è semplice, immagino…

“Facciamo fatica ad affermarci e a trovare fondi e finanziamenti. Per la mediazione penale, ad esempio, ci sono difficoltà nonostante si tratti di un tema molto attuale in questo periodo. Ma sarò tenace anche qui: ciò che più mi gratifica è riuscire a trasmettere attraverso il mio lavoro e lo sport quanto sia importante credere nella riuscita personale, in se stessi, nella Vita e in quanto di bello ci sia in essa”.